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    Pürscèi, Manto mutevole

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    James krik

    Messaggi : 35
    Data d'iscrizione : 13.04.16
    Età : 20

    Character sheet
    Vita:
    34/34  (34/34)
    Mana:
    9/13  (9/13)
    Difesa: 15

    Pürscèi, Manto mutevole

    Messaggio Da James krik il Mer Apr 13, 2016 6:35 pm

    Tratto da “Demonologia di Runeterra”
    Nome: Pürscèi, Manto mutevole.
    Prima apparizione: Territori a Nord del Regno di Demacia, data sconosciuta.
    Luogo di provenienza: Ignoto.
    Classe: Combattente/Fighter
    Link alla scheda: Qui!


    STATISTICHE:
    For: 16
    Des: 10
    Cost: 16
    Int: 10
    Sag: 12


    Descrizione:

    Il demone Pürscèi Manto mutevole si presenta con le sembianze di un grosso cinghiale umanoide. La sua altezza si aggira sui 2.50 metri, ma questo è dovuto alla postura curva che mantiene, potrebbe benissimo arrivare ai 3 metri. Sebbene abbia grossi zoccoli al posto dei piedi, le mani sono esattamente come quelle di un essere umano, anche se più grandi della media e ricoperte da uno spesso strato di pelliccia marrone scuro. La sua corporatura è imponente, in termini comuni verrebbe definito sovrappeso, e lo spesso strato di pelliccia che lo riveste contribuisce ad accentuare la sua abbondanza di grasso. Al contrario di quanto si possa pensare, possiede comunque un’eccezionale forza fisica, le sue braccia presentano muscoli ben definiti e il paio di grosse zanne sporgenti dalla mascella inferiore contribuiscono a far risaltare la sua capacità di combattente. Il volto è esattamente quello di un cinghiale, non presenta tratti somatici da umano, al di fuori della già citate zanne, unica particolarità del suo volto sono gli occhi verde smeraldo, che risaltano facilmente sulla pelliccia bruna. Indossa degli ampi pantaloni a sbuffo di un colore verde oliva molto scuro, legati alla vita con una spessa corda di canapa legata con un nodo a farfalla a mo di cintura. Sembra tenere sempre in testa un largo cappello in paglia, con una leggera forma conica, in grado di coprire ampiamente il suo volto da suinide. La voce profonda e grufolante lo fa sembrare meno minaccioso, per quanto il suo aspetto lo faccia sembrare tale. Pürscèi emana un forte odore di bosco, non è sgradevole, anzi, ma questo rende molto facile individuarlo.
    Dietro la schiena tiene legato un grosso randello ben più alto di una persona normale. Pare essere ricavato dal tronco di un albero: la fattura è grezza, il manico non ha un impugnatura rifinita e la testa presenta ancora pezzi di corteccia e qualche piccola foglia che per ragioni sconosciute sembra riuscire a crescere sopra di esso.
    Ultimo e più importante oggetto che Pürscèi sembra possedere è un otre di pelle, legato saldamente alla sua vita. Il rivestimento esterno dell’otre presenta varie decorazioni di colore rossastro, simili a delle piccole tacche verticali, somiglianti a quelle incise dai carcerati per segnare i giorni di prigionia.
    Testimoni affermano che all’interno dell’otre vi sia uno dei migliori Idromele che abbiano mai assaggiato.

    Comportamento:

    A differenza della credenza comune che tutti i demoni siano portatori di disgrazie, Pürscèi si discosta in parte da questa diceria. Una volta incontrato, questi si atteggerà nel migliore dei modi, dimostrando di saper parlare un linguaggio comune corretto e cortese, offrendo una bevuta dal suo ampio otre. Da questo punto in avanti, il comportamento dell’interlocutore deciderà le sue sorti: Accettare l’offerta del demone lo rallegrerà, portandolo ad  essere ancora più garbato verso la persona con cui si sta rapportando. Mano a mano che il dialogo va avanti, se Pürscèi si trova a suo agio con l’interlocutore e questi dimostra rispetto (o quanto meno sembra accettare la presenza del demone conversando con lui con naturalezza) il suinide comincerà lentamente a mutare aspetto. La sua postura si farà più dritta e composta, rivelando la sua vera altezza, il suo linguaggio più forbito ed il tono di voce meno grufolante e più elegante, e cosa ancora più evidente il sua pelo comincerà a tingersi di un colore sempre più chiaro, fino a diventare candido come la neve. Inoltre, le zanne inferiori si ritireranno leggermente  e il randello si arricchirà di qualche verde foglia in più. Per finire, il forte odore di bosco si accentuerà, lasciando spazio a un più piacevole profumo di funghi e muschio. Si è ora in presenza di Pürscèi Manto bianco. I testimoni che hanno avuto la possibilità di vedere il demone in questa forma affermano di essersi trovati molto bene in sua presenza, e che si è offerto di aiutarli in caso qualcosa gli stesse dando problemi. Alla fine dell’incontro il demone donerà all’interlocutore una foglia del suo randello. Quella servirà a Pürscèi  per tornare da lui senza dover camminare. Sembra infatti in grado di comparire nei pressi della foglia, in modo tale da rendere la sua visita, per quanto improvvisa, celere. Inoltre, sembra essersi presentato più volte dopo il primo incontro, in segno di amicizia, spesso portando un boccale apposta per l’ ”amico”, probabilmente costruito dal demone stesso.
    Questa caratteristica lo differenzia dagli altri demoni, appunto perché questo suo modo di agire è distaccato dagli altri suoi simili: non ci sono fini oscuri nelle sue azioni, o se vi sono non si sono mai manifestati fino ad ora.
    Comunque, Pürscèi “nasconde” un lato più crudele. Nel caso in cui l’interlocutore non dovesse apprezzare il demone, rifiutando la sua offerta e trattandolo come un mostro o comunque rivolgendosi a lui in maniera offensiva, si avrà una trasformazione pressoché opposta. Il pelo si farà più scuro, divenendo nero come il carbone, le zanne inferiori si pronunceranno e le unghie delle mani si faranno più lunghe ed affilate, mentre la postura si farà ancora più curva e i muscoli delle braccia si faranno più evidenti. Il suo modo di parlare si farà più primitivo, volgare e rozzo, sul suo randello compariranno delle spine e sarà molto più ostile nei confronti dell’interlocutore. Il suo odore di bosco farà spazio ad un tanfo di foglie e carne marcia. In molti a questo punto fuggono, ma rimanere in sua presenza in questo stato può portare ad uno scontro. Viene definito Pürscèi Manto sporco in questa condizione.
    Il suo modo di combattere non è molto aggraziato, puntando tutto sulla sua mole e forza fisica per schiacciare l’avversario, ma sa utilizzare il suo randello con molta maestria, il che potrebbe sorprendere un avversario impreparato.

    In ogni caso, dopo essersi allontanato dal suo interlocutore, tornerà alla sua forma originale, per poi riprenderla in caso dovesse di nuovo interagire con la stessa persona. Non si hanno riferimenti a cosa potrebbe accadere se, due persone che hanno incontrato una Manto bianco e l’altra Manto sporco, dovessero incontrarsi e Pürscèi dovesse passare da quelle parti.
    Il suo modo di agire, come già detto, è  diverso dal solito e in quanto tale misterioso, ma per ora Pürscèi si rivela essere un demone “benevolo”, forse il primo appartenente a questa categoria e forse l’unico.  Sembra comunque incuriosito dagli umani, probabilmente perché sono gli unici a cui può offrire da bere.  Sono di certo necessarie più ricerche.

    Post Scrittum

    A seguito di una nuova testimonianza, è stato scoperto lo scopo dietro il misterioso comportamento di Pürscèi. La maggioranza dei demoni tende a cibarsi di qualcosa in particolare, chi di sentimenti chi di cose più fisiche. A detta del testimone, che preferisce rimanere anonimo, Pürscèi si nutre della gioia nel momento in cui si incontra con una persona con cui si è manifestato come Manto bianco e ambisce a pasteggiare con il cadavere di chi lo ha incontrato come Manto sporco. Da qui possiamo capire che Pürscèi è goloso, sia di emozioni che di carne. È una sorta di “onnivoro” nella sua specie, ma rimanendo fedele al suo particolare modo di rimanere garbato per chi lo ha saputo apprezzare. Infatti, Manto bianco non consuma direttamente la felicità di chi lo rivede, ma ne trae comunque nutrimento, un po’ come le piante traggono nutrimento dall’ambiente circostante, per qualche motivo oscuro alla demonologia moderna.  Al contrario, Manto sporco ritorna dalla sua “preda” solo se il primo incontro è davvero andato male. Da questo possiamo dedurre che il primo incontro con il demone è ancora più importante per Pürscèi stesso che per l’interlocutore. Il suinide infatti, a seconda dell’esito, saprà benissimo dove recarsi quando avrà fame di qualcosa. Alcuni azzardano a teorizzare che Pürscèi stia solo creando la sua riserva di cibo per il mondo. A favore di questa teoria l’aspetto di del demone, molto simile a un cinghiale, animale ingordo proprio come Pürscèi sembra esserlo di gioia e cadaveri.

      La data/ora di oggi è Mer Nov 14, 2018 11:28 pm