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    Kayen Ryoma, Il Prescelto del Demone

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    Jester

    Messaggi : 28
    Data d'iscrizione : 12.04.16

    Character sheet
    Vita:
    18/18  (18/18)
    Mana:
    10/10  (10/10)
    Difesa: 15

    Kayen Ryoma, Il Prescelto del Demone

    Messaggio Da Jester il Ven Apr 15, 2016 7:26 pm

    Nome Kayen Ryoma
    Archetipo: Assassin
    Scheda Personaggio: Qui!


    Statistiche:
    Forza: 14
    Destrezza: 16
    Costituzione: 12
    Intelligenza: 12
    Saggezza: 10


    Descrizione fisica: Kayen è un ragazzo alto 1.78. Diciottenne molto asciutto ma allenato di fisico per la sua età. Veste con una cappa nera strappata nelle parti più esterne che cade fino alle sue ginocchia attaccata all'altezza del petto da lacci color oro. Lasciando la parte dell'addome scoperta, si può facilmente notare sotto una divisa per le arti marziali di color bianco neve che, scendendo dalla parte destra da sotto al collo  diagonalmente verso la parte sinistra viene attaccata tramite otto piccoli laccetti color rosso cremisi. Sotto di essa, porta una cotta di maglia. Pantaloni larghi in tessuto leggero di color bianco, tiene un parabraccio in metallo nella parte destra adornato con l'incisione di un drago, mentre nella spalla sinistra una copertura in leggere lastre di metallo per non bloccargli troppo il movimento dell'arto. Ai piedi invece delle semplici fasciature che li coprono interamente. Porta una leggera cintura in corda alla vita per tenere il fodero nero con l'ornamento in oro di un serpente che passa per la parte laterale di esso. Nell'impugnatura della katana, solamente la parte verso cui è rivolta la lama è leggermente in oro. Capelli neri che sembrano quasi blu scuro alla luce, sopracciglia sottili ed occhi verde smeraldo.

    Descrizione psicologica: Kayen è un ragazzo vivace ed estroverso che, al contrario di quando era piccolo, tende per lo più a fare amicizia con coloro che vede come esseri umani. La sua idea invece sugli altri esseri viventi è più semplice: se sono esseri che riescono a comunicare, tenta per lo più di farci amicizia, sempre se possibile, altrimenti cerca di non avvicinarsi o ingaggiare uno scontro. Se invece non comunicano, li vede come normali animali, anche se può farsi un'idea diversa in base alle esigenze ( come ad esempio se incontra prima una Rek'Sai, che non comunica all'uomo, e dopo un Vel'Koz, che al contrario riesce a comunicarci ). Simpatico con chiunque, protettivo nei confronti di coloro che lo riconosceranno come amico, la sua determinazione è spinta proprio dal volerli difendere. Non conosce per bene il mondo esterno, per questo tende più ad essere amichevole, cercando persone con cui parlare.


    Background: Kayen. Kayen Ryoma. Così si chiama, o almeno così gli han sempre ripetuto di chiamarsi. Nato in un piccolo villaggio di Ionia, la sua famiglia composta da un padre ed una madre guerriera lo ha tenuto quasi come un tesoro. Al piccolo, mai gli si permetteva di allontanarsi dal villaggio che stava vicino a strade per carovane che attiravano facilmente i banditi delle zone. Il villaggio, composto da cinque case rudimentali di legno e paglia, aveva come centro una piazza circolare in mattoni grigi che faceva da punto di ritrovo per i cittadini. Lì si conviveva bene, non c'erano problemi come ladri o rapine se non qualche bandito che, se accontentato, se ne andava. All'età di cinque anni, il clima di beatitudine che si trovava all'interno del villaggio venne totalmente distrutto. Era notte tarda, un urlo squarciò il silenzio. Alzatosi, corse fuori di casa senza maglietta. Magro, con dei capelli blu scuro né troppo lunghi né troppo corti che stavano in modo caotico sulla sua testa, con qualche ciuffo lì e qualcuno qui. I suoi occhi verde smeraldo esaminarono la peggior scena che gli sia mai potuta venir agli occhi. Dei banditi in vesti bianche avevano assaltato il suo villaggio. Due case avevano un fuoco appiccato dall'interno, i corpi dei risedenti stanziavano sull'uscio oppure attorno alla piazza. Fuori dalla porta, trovò un uomo coperto di nero. Guardandolo in faccia, il bambino riconobbe l'amico del padre, Yanagi, che quasi ogni sera veniva a casa sua a fare visita all'amico portando diverse volte regali al piccolo. Il padre gli ha sempre detto al ragazzino che l'uomo veniva da un villaggio lontano e non lo poteva portare in quel posto. Opponendo resistenza, gli passò accanto. Sua madre distesa sul terreno con un coltello alla gola, il padre che sembrava stesse opponendo resistenza contro un uomo pelato di grossa statura, con una spada a due mani. Il padre, guardandolo, gli urlò di correre via, ma il bandito che aveva di fronte prese l'occasione al volo e lo disarmò con un colpo pesante, facendo scappare dalle mani del padre la semplice katana in metallo con impugnatura rossa. L'uomo gli diede prima un cazzotto facendogli perdere l'equilibrio, dopo a terra lo trafisse con la spada. Il padre lo guardò mentre il freddo metallo gli attraversava il ventre, porse una mano verso di lui. Il bambino, con gli occhi lucidi, venne avvolto dal mantello nero dell'uomo che si trovava dietro di se. Yanagi, prendendolo tra le braccia, gli disse per rassicurarlo di non guardare indietro. Iniziando a correre, un coltello trafisse la schiena dell'uomo. Il bambino si girò e vide l'uomo che prima aveva trafitto il padre, colui che invece lo stava trasportando non si girò a guardare, continuò a correre anche se il caldo sangue gli riscaldava la schiena. Inciampando, il ragazzino gli cadde dalle mani e colpì con la testa una roccia. L'uomo si rialzò rapidamente, estraendo con un urlo il coltello e, prendendo da terra il ragazzino svenuto, continuò a correre, mentre sentiva le voci di qualcuno che imprecando si avvicinava. Continuò a correre in mezzo al bosco, finché non arrivò davanti ad un ammasso di cespugli e fronde. L'uomo li scostò, mostrando una piccola insenatura nella roccia ed entrò facendo passare prima il piccolo, per poi rimettere a posto le fronde e scendere nella cavità. Lentamente, con cautela, le varie rocce erano pericolose se non si stava attenti. L'umidità sulla roccia le faceva divenire scivolose, non era molto semplice stare in equilibrio avendo la schiena ferita e un peso in più con se. Dopo qualche minuto di discesa, una fievole luce azzurrina gli invase la vista. Una cavità nella grotta ha dato la possibilità di creare un villaggio sotterraneo, ben nascosto da occhi indiscreti. Un piccolo lago che si illuminava di azzurro si trovava lontano dalle case in pietra lavorata. L'uomo, con passo veloce, si apprestò ad un edificio con un tetto di paglia. Entrato, un vecchio con un vestito bianco adornato con radici in color nero, gli medicò la ferita togliendogli di dosso i vestiti e lo bendò medicandogli la ferita, per poi bendare la testa del bambino che intanto veniva poggiato sul lettino. L'uomo rimase lì ad aspettare che il bambino si svegliasse, pensando a cosa dirgli. Capelli nero scuro, corti, occhi castani. Alto abbastanza, pareva essere di media età. Dopo un'ora, il bambino riprese conoscenza, anche se ancora intontito per la botta. Uscendo dal posto con il bambino, Yanagi gli spiegò che non poteva più vedere i suoi genitori, e che non doveva andarsene da quel villaggio sotterraneo. Il bambino, ascoltandolo, si mise a piangere. Comprese le parole, capì cosa c'era dietro quel “ non poteva più vedere i suoi genitori “. Passò oltre un mese da solo, nascondendosi a tutti i risiedenti nel villaggio. Solo con Yanagi pareva essere più sciolto. Il bambino iniziò a mettersi in relazione con tutti, passò molti anni della sua vita in quel posto, imparando l'arte della scrittura e della spada. Al compimento dei suoi quindici anni, Yanagi gli raccontò di come erano morti i suoi genitori, e nella mente del ragazzino riaffiorarono i ricordi di loro distesi a terra. Poi però, spiegò ancora meglio il perchè l'uomo era lì al momento giusto e il perchè lo aveva salvato al costo di lasciarci la pelle. Gli raccontò che esisteva un mito di una katana che conteneva i poteri di un demone. Nessuno ci credeva, altri si misero a cercarla. La trovarono, nei fondali di questa grotta, e iniziarono a custodirla perchè bramavano il suo potere. Molti provarono, ma nessuno riusciva addirittura a sfoderare la lama. Un giorno però toccò a lui, e fu lì che ebbe una visione. Appena toccò il manico svenne. Ebbe una rapida visione di un piccolo bambino appena nato, ed una voce che gli parlava di sotto. La voce, che pareva essere profonda, ha solamente dato un'indicazione sul dove trovare il bambino, precisamente in un piccolo villaggio ai margini del bosco. Quando rinvenne, l'uomo senza dare spiegazioni agli altri del villaggio uscì con in mano vari viveri. Andò nel piccolo villaggio, dove incontrò i suoi genitori. Uomini per bene, non ci volle molto prima che Yanagi instaurasse un legame di amicizia col padre. Da quel giorno, iniziò ad andare a casa loro per visionare il bimbo, con anche la possibilità di fare visita ai genitori. Alle sue parole, il ragazzo sorrise ed iniziò ad affezionarsi all'uomo, instaurando un legame quasi paterno, anche se gli rimaneva l'amaro di esser stato salvato solo perchè è il 'prescelto' dal demone. Al compimento dei diciassette anni, Yanagi andò dal ragazzo che si allenava nel retro della casa e dicendogli che era ora lo portò con se. Entrarono in una insenatura all'angolo della grotta, nell'ombra. Scendendo, una fievole luce diveniva sempre più forte, finchè non arrivarono. Con un pavimento in pietre levigate, un'ampia insenatura dava spazio ad un cerchio concentrico in gesso disegnato su di esso. Mentre notava che al centro del cerchio si trovava una katana con fodero nero e adornazioni in oro, dietro di loro uomini coperti da mantelli neri scesero e s'inginocchiarono attorno al cerchio. Il tutore gli spiegò rapidamente che doveva estrarre la lama e non soccombere al demone. Di desideri come la vendetta, o di gente con scarsa determinazione, i demoni si cibano soccombendoli e prendendone il controllo del corpo. Se invece erano spinti da forti desideri, quindi la determinazione è forte, i demoni stringono un contratto facendo attingere colui che ha fatto il contratto al potere. Alcuni demoni stringono un contratto, e quello, secondo la leggenda, pareva cibarsi della determinazione di colui che ha fatto l'accordo. Kayen ne aveva abbastanza da resistergli e cibarlo. Il ragazzo ci pensò, dopo avanzò lentamente verso l'arma. L'estrasse, ebbe solamente il tempo di esaminare la lama colorata in modo differente: la parte tagliente di un verde acceso, l'altra parte in nero. Svenne, rimase in ginocchio in mezzo al cerchio. Tutto scuro, una nebbiola violacea e nera faceva da sfondo alla visione del ragazzo. Tra le braccia dell'uomo guardava verso dietro, i genitori martoriati. Una voce profonda gli chiedeva perchè era lì, iniziò a ripetergli di riprendersi la vendetta, perchè lui la vuole. Anche i suoi genitori iniziarono a chiedere vendetta, mentre i loro occhi sanguinavano. Il ragazzo rise, mentre li guardava. Spiegò che mai i suoi genitori avrebbero chiesto di essere vendicati. Disse che era lì per ricevere abbastanza potere da riuscire a difendere le persone che ama, come non ha potuto fare già una volta perchè piccolo e debole. La voce roca divenne sensibilmente più acuta mentre rideva, i genitori si dissolsero in una nera nebbia densa in cui si potevano vedere due occhi rossi che lo scrutavano bene e gli andò incontro, investendolo. Rinvenne in ginocchio, con l'arma nella mano destra. Alzandosi, estrasse il fodero dal terreno e ci posizionò la katana, girandosi a guardare l'uomo che anni prima lo aveva salvato che lo scrutava sorridendo. Passò un altro anno sotto terra, imparò che, se doveva, poteva attingere ai poteri del demone principalmente in modo fisico: la sua velocità, i riflessi, la forza, ma se venivano usati troppo poteva anche perdere il controllo, come se fosse il demone ad impossessarsi per un minimo del tempo di esso. Secondariamente riusciva anche ad usare il suo potere per tirare piccole magie utili al dare fastidi all'avversario come l'evocare una freccia o un pugnale che mira al bersaglio. Un giorno, la curiosità lo spinse al voler esplorare il mondo esterno. Spiegandolo a Yanagi, che lo comprese, venne accompagnato fino all'uscita. Come un bambino che per la prima volta vede il mondo fuori dalla propria casa, il ragazzo iniziò ad avventurarsi per il mondo di Runeterra.

      La data/ora di oggi è Mer Nov 14, 2018 10:37 pm