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    [30/04/2016] Strumenteria Resnick

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    117Dios

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    [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da 117Dios il Sab Apr 30, 2016 12:26 am

    Dopo qualche giro a vuoto e un paio di entrate nello stesso vicolo cieco, in cui aveva lasciato una crepa su un muro con un pugno per ricordarselo, Alexander arrivò finalmente sul luogo.
    "Strumenteria Resnick."
    <Beh, sembra il posto giusto. Almeno dal nome.>
    Sembrava quasi un fortino. Mura. Cancello. Bella alta. Doveva essere molto capace il proprietario, dal momento che le normali strumenterie non sembravano generare tanti introiti. Questo gli diede una lieve speranza.
    Si avvicinò al portoncino, osservando attentamente attraverso le sbarre di quest'ultimo.
    <Mh... ok...>
    Osservò il citofono in maniera confusa, benché un eventuale osservatore esterno non l'avrebbe notato, per poi guardarsi dubbiosamente la mano.
    <Che due palle...>
    Guardò di nuovo attraverso le sbarre, nella speranza di notare qualcuno da chiamare per farsi aprire, ma non c'era anima viva. Solo qualche insetto che ogni tanto gli si posava sulla visiera.
    <Chiudi i filtri, Svalinn.>
    Con un rapido suono metallico, i filtri del respiratore si sigillarono e la chiusura ermetica del casco si sciolse, permettendo di respirare aria in modo diretto e, decisamente, meno salutare. Meglio di farsi incastrare gli insetti nel respiratore, però.
    Inspirò un paio di volte in maniera estesa, poi ritornò a ciò che stava facendo. Di nuovo gli si posarono gli occhi sulla mano e, successivamente, sul citofono. Per qualche strano miracolo, almeno, aveva solo un pulsante.
    Avvicinò il dito in maniera decisa e riusciva a palpare l'ineluttabilità del momento in cui avrebbe premuto il pulsante con forza eccessiva.
    "Un solo pulsante mi sta creando tanti problemi. Chi cavolo sono, una recluta Demaciana che deve bussare al bagno?"
    Pigiò il bottone con la minor pressione possibile e ottenibile. Si udì uno strano rumore, un ronzio che gli segnalava la riuscita e nulla più.
    Sorrise soddisfatto sotto ciò che ogni tanto definiva "Il secchio".
    Tirò via la mano e ritornò a guardare oltre le sbarre. Aspettava impaziente quando, dopo neanche un paio di secondi, un insetto gli volò rasente il visore, andandosi a poggiare sul citofono. Lo scacciò via, ma ciò che vide lo mise in silente agitazione.
    Sopra e sotto il pulsante partivano due crepe che segnavano un arco col lato del citofono. Alla fine era successo.
    Dopo un breve urlo interno si rigirò verso il portoncino, facendo finta che non fosse successo nulla. Solo allora realizzò che attraverso il portoncino, effettivamente, non ci passava.
    "Sono a posto, non è colpa mia."
    Continuò a pensare con un sorriso fintissimo mentre si dirigeva di fronte al portone, sempre guardando attraverso le sbarre.
    Si ritrovò di nuovo a pensare quanto fosse fortunato che nessuno potesse vedere sotto l'elmo.
    Certe volte si odiava. O odiava Svalinn. O entrambi. Non riusciva a deciderlo
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    Sahira

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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da Sahira il Sab Apr 30, 2016 12:50 am

    Terzo e ultimo piano della casa. Primo pomeriggio,stanza in disordine ed un leggero venticello entra dalla finestra assieme a quel poco di luce del sole che riesce a filtrare dal grigiore delle nubi. Brezza che, leggiadra, lascia dondolare i molti gingilli appesi al soffitto.
    Aerei, gabbiani, dirigibili e quant'altro sono solo alcuni dei tanti giocattoli e oggetti sparsi a terra e sulle mensole insieme a libri e anche qualche cristallo, ma sono per lo più giocattoli. Alcuni sono persino in legno ed ingranaggi, intagliati da Erin stessa.
    La brezza però a parte animare quegli oggetti spenti, trasporta e lascia danzare morbidamente una luce azzurrina simile delle fiamme che ogni tanto vengono scosse da un flash rosso.
    A gambe incrociate sul letto sfatto, Erin ha le mani leggermente congiunte, a separar loro solo un cristallo d'un azzurro splendente. Ma non è quello a sprigionare l'energia, bensì lei stessa che sta concentrata, cercando di incanalare quanta più magia possibile dentro l'oggetto.
    Attorno alla ragazza, a parte quel morbido ondeggiare di fiamme prive di fumo, di tanto in tanto compaiono degli strani simboli che evaporano via così come sono comparsi.
    È vestita persino leggera, a coprirla solo una canottiera bianca e dei pantaloncini e solo i lunghi e perlacei capelli sono legati in un'altra coda. Ciò le lascia ben scoperti il tatuaggio sul braccio destro, le cicatrici ai polsi, alle caviglie e attorno al collo.
    Segni d'ustioni rimasuglio dei ceppi della prigionia, che però proprio in questo momento brillano anch'essi d'un azzurro un po' più scuro dell'altro. Sottilissime ramificazioni di luce magica partono da essi come vene, andando a svanire nel nulla sulla candida pelle biancastra.

    Sparrow e Robin, pigramente appollaiati sul loro trespolo posizionato in fondo alla stanza per sicurezza, assistono alla scena in silenzio.
    Ad un tratto la ragazza socchiude leggermente gli occhi mostrando delle pupille rosso acceso, e la magia sprigionata si fa più rada. Tenendo il cristallo che adesso fluttua elegantemente sul suo palmo, alza l'altra mano. Sta immobile, adesso, e lo fissa come implorandolo con gli occhi.
    Lentamente stringe le dita cercando di essere più delicata possibile, cercando quindi di chiuderle e stringerlo.
    Lo riesce a sfiorare, lo sente al tatto, ci giurerebbe, ma adesso che non sta più alimentandolo quello svanisce via come se fosse stata solo un'illusione.
    Erin grugnisce.
    <È-è andata meglio delle altre volte> È Sparrow a rompere il silenzio.
    <Sì...> Lasciate mollemente le braccia sulle cosce, fissa il pavimento senza vederlo davvero.
    <D-duravano me-meno, lo s-ai>
    <Sì ma procedo lentamente, troppo lentamente> Stringe forte la mano destra a pugno e poi, di colpo, l'alza e mima il gesto di lanciare qualcosa.
    Dalla sua mano parte la stessa magia che invadeva la stanza poco prima, solo che stavolta la magia prende la forma di... un orologio a pendolo. Sembra solo un'illusione in effetti, ma avendone il pieno controllo con un colpo secco e rabbioso lo alza e lo manda ad infrangersi contro i mobili facendolo svanire nel nulla.
    <Sai che p-poteva essere più pa-palpabile>
    Erin sbuffa. <Eh. Riesco a riprodurre immagini di ciò che scorre dentro ciò che animo, ma a che serve?>
    <Ah-ah> Segue una breve pausa. <Giochi di magia, ballerine. Più Sparrow, più Robin>
    Erin scosse la testa, alzandosi.
    <Funzio-na-ano. Non sono immagini e basta. Il taglia carte. R-riprova>
    Già, il taglia carte. Era riuscita a riprodurre perfino gli effetti fisici veri e propri della magia che animava quell'oggetto. Stando a contatto con le cose ne assimilava le energia, in pratica. Solo che le costa fatica, molta fatica.
    <Non ne ho voglia>
    Ed è lì che suona il citofono.

    È il nonno ad aprire ad Alexander e giustamente rimane un attimo basito a vedersi davanti quella figura così bardata.
    <Oh. Salve, Strumenteria Resnick, io sono Vlastimil Resnick, il titolare. Posso esserle utile?>
    Cos'era, un nuovo corpo di polizia zaunita? La cosa gli puzza ma la preoccupazione non trapela dal suo sguardo serio mentre lo guarda dal basso. È vestito con i suoi abiti da officina, proveniva da lì ed infatti è un po' sporco di fuliggine e con qualche chiave inglese nella tasca centrale del grembiule marroncino. Aveva lasciato il pomeriggio libero ad Erin, aveva voglia di stare da solo. Da quanto Wyatt era andato via sempre più spesso preferiva chiudersi nel suo lavoro.
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da 117Dios il Sab Apr 30, 2016 1:18 am

    Osservò il vecchio avvicinarsi, salutando e presentandosi. Chissà come gli appariva in quell'armatura.
    <Salve. Mi servirebbe una sorta di riparazione, se così si può definire. Un... check-up, ecco.>
    Si avvicinò torreggiante. Strinse le mani sull'elsa del martello, lo staccò dal dorso e lo poggiò al muro. Tanto chiunque avrebbe voluto provare a rubarlo se ne sarebbe andato con un'ernia o due.
    <Mi chiamo Alexander. Il mio problema è questo.>
    Portò in avanti l'avambraccio sinistro dell'armatura, mostrandolo bene al vecchio tecnico.
    Un marchingegno, una sorta di disco molto spesso con su incisi dei simboli decisamente non zauniti, si sollevò. Le piastre sotto quella incisa iniziarono a roteare e a mettersi in varie posizioni, scatenando scintille a intervalli irregolari ed emettendo strani suoni di impatto metallico e sfrigolii.
    <Non ne vuole proprio sapere. E la persona che di solito se ne occupa è... assente.>
    Lo squadrò. Sembrava molto rude e grezzo nel mestiere. Forse gli sarebbe stato utile.
    <Ho visto ciò che sa fare Erin e mi ha detto che ciò che sa sull'Hextech lo ha imparato da lei, quindi immagino possa aiutarmi. Dovrebbe generare un campo magneto-energetico. Il progetto è mio e spero che, al controllo, non risulti nulla di strano.>
    Finì mentre agitava lievemente l'avambraccio e scintille continuavano a scoppiettare da quell'affare.
    <Lo sto veramente odiando quest'affare.>
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da Sahira il Sab Apr 30, 2016 2:02 am

    Erin si guarda da capo a piedi ad uno specchio lungo e largo appeso alla parete.
    <Non p-puoi>
    <Che noia>
    Velocemente afferrò dei pantaloni lunghi, delle ciabatte ed i suoi guanti hextech così da coprire caviglie e polsi. Per il collo, beh...
    È Sparrow ad aiutarla, alzandosi in volo e afferrando con le zampe un collarino nero abbastanza largo da coprirle la cicatrice che, ovviamente, adesso è tornata normale come i suoi occhi nuovamente violacei.
    <Grazie Wyatt!>
    Indossata, alza il collo e si lascia controllare dall'uccellino meccanico che vola accanto a lei sbattendo di tanto in tanto le ali. In realtà non ha neanche bisogno di farlo, è la magia infusa dentro di lui a mantenerlo in volo.
    Dopo un fischio d'approvazione, Erin si volta verso il balcone e lo attraversa teletrasportandosi.
    Non è una sprovveduta: nessuno da lì può spiarla dalla finestra o vederla mentre si allena visto com'è strutturato il palazzo.
    Comunque si affaccia per controllare, seguita successivamente sia da Robin che da Sparrow.
    <Uh-uh> Sussurrano in coro Erin e Wyatt.

    Vlastimil intanto sembra quasi tirare un sospiro di sollievo anche se quel “ho visto ciò che sa fare Erin” non gli piace per niente. Ma nessuna strana autorità zaunita a dar problemi evidentemente. O forse una spia? In ogni caso, discrezione e professionalità.
    Non chiede neanche circa il martello anche se non può non studiarlo un po' con gli occhi, ma preferisce concentrarsi sul problema mentre risponde. O ci prova.
    <Mh.> “Strani segni”. <Dal rumore direi che c'è qualcosa che imp->
    <CI PENSO IO!>
    Dal balcone, Erin inizia a sbracciare per farsi notare. Scenderebbe col teletrasporto ma non ha voglia di dare spiegazioni.
    <ARRIVO!>
    Voltatasi, inizia a correre teletrasportandosi di qua e di la quasi continuamente, andando persino quasi a sbattere contro un muro ed evitando di cadere dalle scale attraverso un altro teletrasporto.
    Seguita dagli uccelli, il risultato è che arriva comunque a piano terra sfinita come se avesse corso davvero, disseminando le scale di momentanei simboli del suo passaggio. Altri segni geometrici come quelli usati poco prima e altro simil fumo magico che dura qualche secondo prima di svanir via.
    <Avevi ragione tu, non c'è ragione per andare a Ionia!> Esclama durante la discesa.

    Ci mette poco a scendere comunque - un'impresa simulare una corsa con delle ciabatte - e lascia la porta aperta per il passerotto e il pettirosso, lasciando intravedere dentro casa, ossia solamente la scala in legno che porta al piano di sopra.
    <Ehilà!> Fa un sospirone cercando di recuperar fiato. <Ciao!>
    Poi si rivolge al nonno che la squadra con severità. Di certo non è quello l'atteggiamento giusto da tenere davanti ad un cliente.
    <Ci penso io!> Da un'occhiata all'affare che fa scintille. <Mh> Poi guarda lui. Poi il portone. Poi di nuovo lui. Sembra fare qualche calcolo mentale.
    <Abbassandoti ci passi. Non vorrai mica riparare qualsiasi cosa tu debba riparare fuori per strada?> Ed in effetti lei sa solo che quella cosa scoppietta.
    <Sei sicura di volerci pensare tu?>
    <Certo! Tu hai tanto lavoro, vai pure nonnino> Annuisce pure, convintissima.
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da 117Dios il Sab Apr 30, 2016 1:46 pm

    Stava ascoltando il vecchio, quando all'improvviso la ragazza urlò dalla finestra.
    <..ok?>
    In realtà avrebbe preferito che se ne sarebbe occupato il vecchio, dal momento che aveva più esperienza.
    Dopo poco tempo, Erin arrivò di corsa e sfinita.
    ""Beh, tre piani in discesa sembrano abbastanza devastanti per lei."
    Lo salutò respirando profondamente. Alexander rispose con un gesto del capo e una semplice frase.
    <Prima di parlare vedi di non andare in apnea.>
    Ascoltò il dialogo che gli si parò davanti, e quando terminò, non aveva molto da dire.
    <A me basta aggiustarlo, onestamente.>
    Però gli si insinuo qualche dubbio. Si voltò verso l'uomo e, quasi a implorarlo, benché non si potesse notare, gli chiese:
    <Se ha imparato da lei immagino sia brava, no?>
    Non era sfiducia, ma qualsiasi graffio extra su Svalinn era da evitare.
    <Beh... prima sistemiamo meglio è.>
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da Sahira il Sab Apr 30, 2016 3:15 pm

    Fa un altro respirone. Apnea, eh. Brutti ricordi. <Tranquillo, devo solo ricaricarmi!> Il che sostanzialmente è vero. La combinazione allenamento-teletrasporto spasmodico l'ha stancata un po'. Lei e la sua fretta.
    Alla domanda rivolta al nonno è Erin a rispondere.
    <Certo, ho imparato dal migliore!>
    Vlastimil dal canto suo si limitò a sorridere lievemente a quelle parole.
    <A parte queste sciocchezzuole, sì, non ne dubiti, se non ne fosse all'altezza non la farei lavorare con me>
    <Visto?! In realtà ogni tanto si lascia scappare che sono un piccolo prodigio>
    Sorrise ad Alexander, cercando di trattenere la gioia di poter mettere le mani su quel gioiellino.
    L'uomo scosse la testa. <In ogni caso se hai bisogno di supporto mi trovi di sotto.> Terminò prima di salutare con un cenno l'altro e allontanarsi un po' perplesso dalla reazione della ragazza e gettando un occhiata un po' malinconica a Sparrow che volava al lato destro di Erin.
    <Ah-ah!>
    Battendo le mani e rimanendo con le mani congiunte sotto il mento, finalmente poteva dedicarsi a Svalinn. E sì, anche ad Alexander.

    <Intanto entra!> Fa qualche passo indietro per fargli spazio. <Non ho sentito qual è il problema ma se non riesci a ripararlo tu che lo hai creato, mh...> Alza gli occhi al cielo e mugola. <Senza avere Svalinn addosso funziona, no? Perché sarebbe meglio la levassi.> Solleva un sopracciglio. <Insieme al casco. Se sempre Alexander ha un viso sotto quell'elmo> Fa una faccia strana e schifata. <In caso contrario tienitelo...>


    Ultima modifica di Sahira il Sab Apr 30, 2016 4:37 pm, modificato 1 volta
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da 117Dios il Sab Apr 30, 2016 4:08 pm

    Ricambiò il saluto dell'uomo, per poi rivolgersi alla giovane. Era un po' rincuorato. La ragazza sembrava contenta, che avesse in mente qualcosa?
    Si mosse in modo lento e ad ogni passo si sentiva una vibrazione, senza contare il rumore possente del contatto tra armatura e suolo.
    <Il problema non è ripararlo. Il problema è farlo funzionare.>
    Il marchingegno, diviso in piastre e sezioni, uscì diviso in pezzi lungo l'avambraccio per poi ricongiungersi a formare un disco molto spesso. I simboli, composti da varie righe, sembravano non significare nulla poiché le sezioni non si andavano a unire bene. L'affare iniziò a roteare e, dopo qualche giro senza che accadesse nulla, iniziò a scoppiettare ed emettere scintille.
    <Non è un problema se indossata o meno. Quando l'armatura non è collegata direttamente ad una fonte energetica, accade questo. Le fluttuazioni sono a posto, così come l'impianto meccanico e tecnico. L'energia dell'armatura, dai calcoli, risulta adatta a tenerlo attivo per giorni, ma nulla, e onestamente non ho voglia di andare in giro attaccato a un filo come un burattino.>
    Osservò in volto la ragazza. Non aveva idea di come sembrasse con l'elmo, avrebbe dovuto trovare uno specchio qualche volta.
    <Non credo che la mia faccia risolverebbe il problema, dopotutto. Non mi toglierò nulla finché non sarà strettamente necessario.>
    La sua voce non aveva tono, era solo annoiato e il fatto che, benché risultasse tutto a posto, lo scudo non partisse lo faceva davvero innervosire.
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da Sahira il Sab Apr 30, 2016 4:50 pm

     Di questo passo attirerà l'attenzione di tutto il vicinato. Beh, tanto meglio, forse poteva essere un sintomo di sicurezza avere conoscenze con gente corazzata in quel modo.
    Ma sì, perché no.
    <La tua faccia era una curiosità mia> Fa spallucce.
    <Mmh...>
    Osserva con attenzione il marchingegno e si prende del tempo per valutare la cosa.
    <Quando l'armatura non è collegata direttamente ad una fonte energetica dici? Mh. Evidentemente è un problema di energia, appunto. Vedi> Glielo indica. <Il roteare funziona. Quando lo attivi parte bene ma non basta, probabilmente quel che deve far dopo ha bisogno di molta più energia che non arriva e quindi... scoppiettii!> Tamburella le dita sul mento, poi gli fa segno di seguirla verso l'officina. Lì il portone è abbastanza largo e alto, non dovrebbe trovare problemi.
    <Cos'è che dovrebbe fare una volta sistemato?> Chiede nel frattempo.
    Dentro, macchinari e soliti aggeggi da lavoro. Stranamente, nonostante il piano terra fosse dedicato ad Erin, quello non era in disordine. A parte un po' il tavolo forse.
    Arrivata, sposta qualche chiave per fare spazio e va a recuperare un macchinario quadrato con un tachimetro al centro e vari spinotti e lo poggia proprio lì. Fosse da sola non userebbe affatto quell'affare ma sarebbe lei stessa il generatore. Si volta.

    <Vista la tua timidezza, si può solamente togliere quell'aggeggino lì? Ha una fonte energetica a se stante o è collegata a quella principale? Controllerei da sola ma> Alza le mani e sorride. <Non vuoi toglierti l'armatura e non mi va di metterti le mani addosso!> Le riabbassa. <Anche se probabilmente sarebbe meglio che me la lasciassi. Ma.> Probabilmente lo anticipa. <Immagino che sia una cattivissima idea> Ha capito che ne è molto legato, è un po' come chiederle di lasciare i suoi uccelli a qualcuno. Non sia mai.
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da 117Dios il Sab Apr 30, 2016 5:07 pm

    Ascoltò, poi fece un lieve sospiro. È come se non avesse detto nulla prima.
    <Si, l'energia...>
    La asseconda in tutto ciò che fa, poi le risponde in modo... semplice, per lui almeno.
    <Genera un flusso continuo di energia, atomi carichi, una sorta di plasma. Il tutto racchiuse in un campo elettromagnetico per impedirne la fuoriuscita o qualsiasi altra cosa spiacevole.>
    Aspettò due secondi, prima di specificare.
    <Uno scudo, in pratica. Come i cavalieri.>
    La osserva mentre prende una sorta di generatore. Quel coso molto probabilmente non sarebbe bastato per un'affare della stazza di Svalinn. Poi arrivarono altre domande.
    <L'aggeggino è collegato al sistema di alimentazione principale, e non c'è bisogno che mi tolga tutto. Certo, a meno che non hai piani speciali> disse con un sorrisetto, prima di voltarsi, inginocchiarsi e tentando di inclinarsi all'indietro col busto.
    <Tra le scapole dovrebbe esserci un pannello. L'ho smagnetizzato ora quindi puoi farlo scorrere verso sinistra. Sotto troverai una sorta di manopola. Girala a seconda del tipo di fonte che vuoi collegare e tira. Dovrebbe aprirsi lo scompartimento adatto. Mi servirebbe risolvere questa cosa il prima possibile.>
    Ci fu un piccolo silenzio per qualche secondo, poi, come una sorta di risposta all'ultima frase, disse.
    <Ci tengo molto, non graffiarmela. E soprattutto, non friggirmici dentro, ok? Non mi piace essere cotto.>
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da Sahira il Sab Apr 30, 2016 5:32 pm

     Robin e Sparrow si erano intanto appollaiati nel trespolo dell'officina, probabilmente è una delle prime cose arrivate lì quando hanno suddiviso il posto a metà.
    Lo ascolta mentre, nuovamente voltata verso il generatore, cerca di regolarlo.
    <Non ho ancora fritto nessuno, tranquillo> Fa una pausa. <Ok, solo qualche topolino, ma era un'altra faccenda differente da questa> Sincera è sincera. Ma non è molto confortante probabilmente.
    <Quindi uno scudo, flusso continuo di energia...> Flusso continuo di energia? Oh. Oh. Anche Sparrow sembra reagire alla cosa, alzando un po' più la testa. Robin invece sbatte un paio di volte le ali sul posto, come a festeggiare al posto di Erin.
    <E va bene, ti metterò le mani addosso. Con delicatezza> Ci fa una brevissima risata sopra. Adesso che stava inginocchiato almeno le veniva più comodo il tutto. Seguendo le sue indicazioni, fa scorrere il pannello verso la sinistra e si prende qualche secondo per esaminare il tipo di fonte da usare.
    “Che meraviglia...”
    Trovato quella che fa al caso suo, afferra uno spinotto e lo collega. Non carica di troppa energia.
    <Andremo per gradi, così non ti friggo. Ma ti ripeto, sarebbe meglio se me la lasciassi, anche perché in caso servisse fare un altro generatore energetico solo per lo scudo, beh...>
    Lascia cadere la frase lì, ma in effetti potrebbe farselo benissimo da solo.
    In ogni caso, inizierebbe a caricare a gradi, alzando l'energia pian piano fino a quando lo scudo non si attivasse.
    Se si attivasse.
    E al minimo problema smetterebbe, ovviamente. Lei non conosce per niente quell'affare e questa cosa la fa sentire limitata. Come un pettirosso in una gabbia!
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da 117Dios il Sab Apr 30, 2016 5:52 pm

    <Anche se volessi, non posso lasciartela. Mi serve.>
    Alexander diede il segnale di attivazione scudo, quindi portò l'avambraccio di fronte a lui mentre i pezzi si montavano. Il disco iniziò a roteare, ma oltre al fatto di non causare scintille non accadde nulla. Come sospettava, l'energia non bastava e il risultato era persino peggiore di quando non era collegato.
    <Niente di niente.>
    Contribuì al generatore con la riserva dell'armatura, ma questo portò solo al problema già conosciuto.
    Scintille volarono in giro mentre lui rimaneva deluso dal fatto.
    <Non è nemmeno *troppa* energia. Il sistema neanche si azionerebbe altrimenti. Non capisco davvero...>
    Iniziò a rialzarsi, ancora attaccato al generatore, quando qualcosa gli balenò in mente.
    "Andare per gradi."
    Forse aveva capito, però avrebbe dovuto testarlo in un luogo più adatto.
    <Puoi staccare, non credo risolveremo nulla. Devo andare a Ionia e se non mi sbrigo sarò in ritardo.>
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    Sahira

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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da Sahira il Sab Apr 30, 2016 6:07 pm

     <Dai almeno adesso non- ehi aspetta> Si stava alzando con ancora i fili addosso, poteva succedere qualcosa e... Cosa?
    <Ionia?> Rimasta con lo spinotto in mano, si è resa conto in ritardo della cosa. Almeno aveva fatto in tempo a staccarlo.
    <T-trenta aprile> Spiffera Sparrow, inespressivo in quel dire.
    Fa un passo indietro e lo guarda seria.
    <Ryu?>
    No, accidenti. Credeva di compensare il non andar lì con Alexander e la sua armatura ma...

    Alexander e la sua armatura stanno andando lì.

    <Non puoi andarci con quel coso difettoso!> Si volta un attimo verso Sparrow prima di tornare a lui.
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da 117Dios il Sab Apr 30, 2016 6:16 pm

    Dopo che gli fu staccato tutto, guardò la ragazza senza dire una parola. La osservò per un lunghissimo istante, per poi trasportare la sua attenzione dalla ragazza al volatile. Con lentezza si mise guardare l'uccello robotico.
    <...Hey, quell'uccello parla?>
    Fu l'unica cosa che gli uscì dalla bocca.
    <Ok, non mi interessa, di sicuro non gli hai registrato tu quella roba. Com'è che si dice, SORVOLERO' su questo e passerò avanti. Si, una... cosa di nome Ryu. Non lo so, voglio vedere cosa accade. Sembra interessante.>
    Iniziò ad avviarsi verso l'esterno, ma quando sentì cioè che gli disse Erin rise leggermente.
    <Nulla è difettoso sulla mia corazza. È solamente non pronto all'azione.> disse senza voltarsi, guardando il cancello esterno.
    Chissà se era un segnale abbastanza chiaro che se ne voleva andare. Che se ne DOVEVA andare.
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da Sahira il Sab Apr 30, 2016 6:27 pm

     “Ehm”. Guarda di nuovo Sparrow.
    <Sì che parlano, l'altra volta Robin ti ha salutato. Ha reagito con quello che hai detto perché ha memorizzato quella roba di... quell'ologramma? Quel che era>
    È credibile? Certo che è credibile.
    <Sparrow ha la voce di mio fratello e... > Sì, è chiaro che VOGLIA andare via. <Vengo anch'io>
    Ecco. Ormai lo ha detto.
    <Ha invitato anche me>
    Blocca Sparrow. Lui non vuole andarci affatto a Ionia.

    <Ci metto un attimo a preparare le cose. Sai quando parte la nave?>
    Wyatt l'avrebbe presa a beccate. Violente beccate.
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da 117Dios il Sab Apr 30, 2016 6:35 pm

    <No, e non importa se tanto dobbiamo andare lì comunque.>
    La storia della ripetizione era strana, ma non voleva palesemente dire la verità, quindi ignorò la cosa.
    <Poi mi racconti cosa sai fare dal momento che ha chiamato anche te. Prepara ciò che vuoi e avviati. Io devo tornare un attimo alla mia postazione.>
    Si stava avviando già fuori, quando le disse un'ultima cosa.
    <Magari ti farò anche vedere la mia faccia.>
    Poi si voltò, andandosene di fretta.

    [Exit]
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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

    Messaggio Da Sahira il Sab Apr 30, 2016 7:17 pm

     <D'accordo!> Fingendo tranquillità lo accompagna a metà strada. <Ci vediamo lì allora, cerco di fare in fretta!> Salutato con una mano, torna di corsa in officina, chiudendosi la porta alle sue spalle.
    Furiosa.
    <Che diamine fai?! Adesso dovremmo viaggiare con lui e te ti metti a parlare senza un mio comando?>
    <N-non ci dobbiamo andare e la s-cu-sa del promemoria funziona> Sparrow però non la guarda in faccia.
    <Certo, perché ci andrò da sola!>
    Adesso sì che la guarda ed il suo sarebbe uno sguardo agitato se potesse essere espressivo.
    <N-non, la... curiosità> Ne consegue un leggero ronzio. <Mondo … Insieme>
    Erin storce la bocca, incrociando le braccia sotto il petto.
    <Fai quello che ti pare. Ma io ci vado>
    Irremovibile.

    E detto questo si avviò prima di sopra, dal nonno a dargli la notizia e poi a preparare le sue cose.
    Fortuna che comunque Vlastimil era già a conoscenza di Ryu.
    Ma Sparrow, anche nei momenti dove poteva, rimase in silenzio per tutto il tempo con chissà quali pensieri per la testa. [Exit]

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    Re: [30/04/2016] Strumenteria Resnick

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