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    [9/5/2016] [Paesino Rurale]

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    Temet

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    [9/5/2016] [Paesino Rurale]

    Messaggio Da Temet il Mar Mag 10, 2016 12:20 am

    E' una notte particolarmente buia questa, col cielo illuminato da una finissima falce di luna, quasi abbia paura a mostrarsi, e porta decisamente poca luce a Ionia e ai suoi abitanti, ormai addormentati nelle loro abitazioni. E' anche mezzanotte, l'ora in cui gli spiriti sono più attivi secondo le leggende popolari, in cui la distanza tra il mondo dei viventi e l'Altro sembra assottigliarsi e sfumare. Ma non è uno spirito comune o fantasma locale quello che si aggira per le strade buie come la pece di un paesino assonnato e racchiuso nel silenzio mortale del sonno. E' un abominio, qualcosa di tremendamente sbagliato, che non dovrebbe vagare sulla terra né in quest'ora della notte, né in questo villaggio innocente, e sembra in tutto e per tutto un incubo troppo vivido reso vero dal terrore di qualcuno. E' alto, molto alto, molto più di due metri e non tocca terra, levitando ad un paio di spanne dal terreno e lasciandosi dietro un lieve sollevamento di polvere e strano fumo nero, impalpabile, mefitico, gelido. E' un mantello, nero dalla fodera rossa, strappato in fondo, logoro e consumato da secoli di vagabondaggio in cerca di vittime per saziare la sua fame. E' una moltitudine di maschere, che risaltano appena nel buio: sette, sei sul davanti e una sulla schiena. I loro occhi vuoti sembrano scrutare nelle case che la creatura attraversa per cercare la preda perfetta, le loro bocche pregustano anime innocenti tutte da strappare, calde e pulsanti come cuori viventi. Lo spettro ignora totalmente passandoci attraverso qualsiasi cosa si pari davanti al suo cammino, apparentemente già scritto e che lo guida silenzioso per le viuzze umide e scure, di terra battuta. Passa di fronte ad una stalla: alcuni animali si svegliano di soprassalto, un vecchio cane guaisce spaventato e si accuccia a terra, le galline iniziano a starnazzare ma si zittiscono subito dopo quando il gelo arriva anche a loro, le pecore si radunano nell'angolo più lontano dalla creatura. E' lì, in quella piccola fattoria che si trova la vittima di stanotte.
    Un lumino si accende all'interno dell'umile casetta di legno: un contadino si rialza dal giaciglio di paglia, strofinandosi gli occhi chiusi dal sonno e borbottando tra sé e sé. Le galline l'hanno svegliato, e se c'è una cosa che ha imparato è che fanno una guardia decisamente migliore del vecchio segugio, ormai troppo stanco per impegnarsi davvero contro i ladri. Portando il lanternino e vestito solo dalla camicia da notte, l'uomo si alza, facendo scricchiolare le assi del pavimento sotto i piedi nudi e dirigendosi verso la stalla. Spera proprio che non siano ladri stavolta; lui per sicurezza prende la zappa mentre esce fuori e si chiude la porta alle spalle.
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    Temet

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    Re: [9/5/2016] [Paesino Rurale]

    Messaggio Da Temet il Mar Mag 10, 2016 1:06 am

    La stalla è poco lontano dalla casetta e grande il doppio per ospitare tutti gli animali, seppur pochi: un vecchio asino, una mucca, un paio di maiali non troppo grassocci e un recinto all'aperto con due capre, una decina di pecore e da una parte un pollaio con sei galline ed un gallo, e un cane a "sorvegliare" il tutto. Anche la porta della stalla scricchiola sotto le mani del contadino, che prima di aprirla cerca al buio di trovare il chiavistello arrugginito e duro da aprire. Mentre fa questo posa il lume a terra e gli sembra che la fiamma tremoli un po' troppo, nonostante non tiri un refolo d'aria in quella notte così tranquilla e buia; gli passa addirittura un brivido freddo lungo la schiena... Una brutta sensazione lo fa voltare di scatto, per trovare effettivamente nulla se non la stradina battuta da cui è venuto e la tranquillità dei campi, della notte e delle altre casette poco più lontane. Non troppo convinto di essere veramente solo, l'uomo riesce finalmente ad aprire il chiavistello e, dopo aver aperto la scricchiolante porta in legno e ferro, entra nella stalla guardingo e silenzioso, con passi lenti e cauti e con in una mano la lanterna, coperta in parte dal suo corpo per non allarmare l'eventuale ladro, e nell'altra la zappa. Non può permettersi di farsi rubare di nuovo il gallo, quelli costano, dannazione!
    Inizialmente nella stalla sembra tutto tranquillo. Anche troppo. Gli animali non fanno i soliti rumori che fanno: anche quando dormono, c'è un silenzio particolare ma fatto di piccoli suoni, mai veramente pieno. Adesso invece le bestie sono in un silenzio religioso e... spaventate. L'asino è sdraiato a terra fingendosi morto, ignorando totalmente l'entrata del padrone, la mucca è più lontana possibile dall'entrata del suo recinto, i maiali sono ammassati l'uno accanto all'altro con le facce rivolte verso l'interno. Fin qui tutto a posto, più o meno, ma quel silenzio e l'atmosfera strana fanno stare il contadino ancora più attento, guardingo, che continua a pensare che qualcos'altro non va, che c'è qualcosa di tremendamente sbagliato. Finalmente la luce della lanterna si posa sulla porta che dà al recinto esterno, aperta solo per uno spiraglio, apparentemente per un vento che come ha già notato l'uomo quella sera non c'è. Trattenendo il respiro, l'uomo spinge la porta per trovarsi di nuovo fuori, dove l'aria sembra decisamente più fredda. Davvero più fredda. Il contadino si trova a battere i denti per quella che forse è paura. Ma di cosa poi? E' armato, qui non passa nessuno se non un qualche povero ladro, perché mai dovrebbe temere...
    Le capre sono morte.
    Giacciono a terra, distese su un fianco, con nessun segno di violenza né di altro. Quando l'uomo si avvicina a controllarle si accorge che i corpi sono gelati, come se qualcuno gli avesse succhiato via il calore, e dalle loro orecchie e narici cola un liquido rosso scuro e lucido...
    Sangue.
    Come diavolo avrà fatto ad ammazzarle? Sono morte da sole? Sono stati gli spiriti? Il contadino scaccia via queste idee: probabilmente è un qualche ragazzaccio che gli ha fatto uno scherzo e gli ha avvelenato le capre, che costano tra l'altro e gli permettono di vendere il formaggio al mercato. Ma se lo becca gliela fa vedere a quel delinquente, altrochè. Siccome le pecore sembrano stare bene seppure spaventate e ugualmente silenziose, il contadino si muove direttamente verso il pollaio chiuso, camminando in punta di piedi in quel luogo freddo e mortalmente silenzioso che per qualche ragione non gli sembra più familiare, né sicuro e neanche casa sua.
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    Temet

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    Re: [9/5/2016] [Paesino Rurale]

    Messaggio Da Temet il Mar Mag 10, 2016 1:42 am

    Il tragitto verso il pollaio sembra non finire mai; forse per la tensione o forse per la stanchezza, al contadino sembra che gli ci sia voluto almeno un quarto d’ora per arrivare alla soglia di quella piccola catapecchia di legno, tremando per il freddo e battendo i denti, l’unico rumore a sentirsi effettivamente in quel silenzio assordante. Ancora una volta il chiavistello arrugginito sulla porta, ma adesso le dita sembrano non voler collaborare. L’uomo ha un improvviso groppo alla gola e un pensiero lo coglie: “Se è chiuso come diavolo ha fatto il ladro ad entrare?”
    Esattamente nello stesso attimo in cui il contadino ha questa realizzazione, la porta si spalanca da sola facendo saltare il chiavistello, il cardine e tutto il resto e facendo cadere a terra il poveraccio per l’urto, assieme a pala e lanternino, che si spegne a terra. Adesso è buio totale, se non per quella piccola falce di luna. La porta del pollaio sembra essere diventata la porta dell’Aldilà, dilatandosi in un buio senza fine al suo interno. È da lì che viene il gelo, penetrante, che arriva fino alle ossa e blocca i muscoli dell’uomo, incapace di distogliere lo sguardo dallo spaventoso vuoto di fronte a sé. Poi da quel varco emerge qualcosa di orribile: lo vede chinarsi, altrimenti non passerebbe dalla porta a misura di essere umano, è una figura magrissima, alta, troppo alta, fatta solo di un mantello e sei facce che lo guardano. È quella al centro a spezzare il silenzio, con una voce rauca e acuta che fa una piccola risata. Si muove. È una maschera ma si muove come una faccia, come una faccia strappata dalla persona a cui apparteneva e poi trattata per sembrare una maschera. Alla sua risata ne fanno eco altre, un eco spettrale di gente morta e altre facce che si muovono e ridono mentre quella cosa si avvicina ancora, e ancora fluttuando. Infine, tutte quante domandano con una moltitudine di voci:
    <Temi la morte, perché è di fronte a te>
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    Re: [9/5/2016] [Paesino Rurale]

    Messaggio Da Temet il Mar Mag 10, 2016 2:14 am

    In un colpo, dopo quella frase pronunciata da voci che sembrano venire direttamente dall’oltretomba, il contadino si libera dalla morsa del terrore muto per lanciare un urlo. Si alza freneticamente ed inizia a correre via, via verso casa sua, lasciando indietro zappa e lanterna che sicuramente non possono niente contro una cosa del genere. La morte. La morte. La morte è venuta a prenderlo. Deve scappare. Fuggire. Lo spettro si erge immobile però, mentre l’uomo sembra non allontanarsi mai da lui. Impossibile. Impossibile! Il gelo gli penetra nei polmoni mentre il fiatone si accumula e quel gelo sa di terra di cimitero, sangue rappreso e paura. Di nuovo le voci, ma stavolta sono direttamente nella sua testa, tra i suoi pensieri, sovrastandoli, inghiottendoli e restando l’unica cosa nella sua mente:
    <È inutile fuggire. Non puoi scappare dal tuo destino>
    Un mal di testa lancinante lo assale, distruttivo, come se una mano dannatamente forte gli avesse afferrato il cervello e glielo stesse strizzando. Nel mezzo vede rapide immagini di lui, del suo corpo dilaniato, smembrato, con il ventre aperto e i cani che ne mangiano le viscere, gli occhi che gli colano fuori dalle orbite, il cranio spaccato, la lingua penzolante dalla mascella slogata, e insieme a questi il dolore in ogni singola parte del corpo come se chiodi infuocati gli si piantassero dentro alle ossa, così forte che cade a terra in ginocchio. Altre urla, continue, disperate, finché anche la gola non sanguina e sangue non esce dal naso, dalla bocca e dalle orecchie e perfino dagli occhi, mentre il cervello del contadino viene ridotto in poltiglia nel giro di una manciata interminabile di sofferenti minuti. Poi il corpo cade a terra senza vita; il cuore ha cessato di battere. Lo spettro si china in silenzio sul cadavere, in attesa di qualcosa. Ed ecco che un sottile fumo evanescente, biancastro, sembra esalare dal simulacro umano. Un urlo appena percettibile si sente mentre questo fumo viene risucchiato dalla maschera sul petto, che produce suoni simili a quelli di un affamato che si getta sul suo pasto, con schiocchi di lingua e risucchi. L’anima svanisce quindi senza lasciar traccia nella bocca vuota e nera, che soddisfatta si lascia andare ad una risata folle e stridula. Il cadavere a chi lo toccasse risulterebbe gelido, sebbene sia morto da poco.
    <Ancora... ANCORA! IO... io ne voglio ancora! > farfuglia dopo poco la stessa voce mentre lo spettro si rialza, la maschera sul petto contratta in un’espressione esaltata.
    <Per stanotte può bastare > sentenzia la maschera sotto il cappuccio dalla voce di bambino, calma e pacata. <Adesso pensiamo ad andare avanti… >
    È allora che Temet si posiziona esattamente dietro al cadavere. Per un comando impercettibile, il corpo si rialza come una marionetta di carne tirata da fili invisibili e si prepara a ricevere una delle sette maschere a disposizione.
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    Re: [9/5/2016] [Paesino Rurale]

    Messaggio Da Admin il Mar Mag 10, 2016 2:17 am

    Il membro 'Temet' ha effettuato l'azione seguente:Dices roll


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    Re: [9/5/2016] [Paesino Rurale]

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