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    Makarov - Il cecchino dell'oscurità -da approvare

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    CrockNess

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    Makarov - Il cecchino dell'oscurità -da approvare

    Messaggio Da CrockNess il Mar Ago 09, 2016 11:56 am

    Makarov - Il cecchino dell'oscurità

    Descrizione Fisica


    Altezza : 1,75
    Peso : 98 Kg
    Occhi : Verde smeraldo
    Capelli : Grigio/nero e corti
    Barba : Grigia/nero
    Segni particolari : Grossa cicatrice sulla guancia destra
    Vestiti : Scarponi da montagna, pantaloni neri, cintura, nera, maglia a maniche corte verde scuro, mantello nero con cappuccio, zaino piccolo dietro la schiena sotto il mantello, guanti neri, occhiali infrarossi (se serve)

    Descrizione Psicologica


    Uomo che agisce, ma pensa prima di fare un'azione. Gentile con le ragazze visto che di ragazze quasi non ne ha vista nessuna, scortese con i maschi, visto l'approccio con Zai. Egocentrico, vanitoso, egoista, brutale e ozioso certe volte. Adora il sangue, non gli piace parlare, anche se una chiacchierata qualche volta la fa volentieri, dipende con che persona. Giudica le persone da come sono esternamente. Beve vino qualche volta per rilassarsi. Adora, la tempesta, il bosco la pioggà, il temporale, il buio,e il cielo notturno. Ama cacciare, amici se ne fa' pochi o nessuno, dipende da come gli pare una persona. Dorme molto , di solito va in giro di notte e non di giorno.


    Storia


    Nacque a Bilgewater, un posto non proprio adatto ai bambini, un'isola piena di mascalzoni e pirati. I suoi genitori non volendo avere il peso di un figlio in un posto così angusto, lo abbandonarono in una cesta , che stava vicino ad un cannoncino arrugginito col tempo e non più in uso. Il piccolo era totalmente indifeso , con sè aveva solo una copertina per ripararsi da freddo fin che un giorno non lontano dall'abbandono, un uomo lo trovò. Lui si chiamava Gorath, era un mercante, e giocatore d'azzardo, viveva vicino al molo ovest dell'isola , ma per via del commercio , solo qualche volta riusciva a stendersi sulla propria branda e a riposare per bene ; era costantemente in viaggio. Aveva circa 36 anni , era un uomo magro , aveva la barba folta e i capelli lunghi di un color nero brillante . La sua meta principale per i commerci era Noxus, doveva attraversare quasi tutto il mare del guardiano , il viaggio da Noxus a Bilgewater andata e ritorno durava circa 4/5 giorni ,e  aveva a disposizione 1 giorno per vendere e comprare oggetti di vario tipo : dalle armi agli oggetti di lusso, dalle spezie al cibo . Quando tornava a Bilgewater , un po' del denaro guadagnato lo spendeva nel gioco d'azzardo, e nell'alcol .Ma non poteva spassarsela troppo a lungo perche il giorno dopo sarebbe dovuto ripartire per un altro viaggio. Un giorno, dopo aver trattato con un cittadino di Noxus molto esigente , Gorath tornò a Bilgewater , era molto stanco e non aveva voglia di andare per locali a bere. Stava camminando in una zona malfamata del porto , era una passeggiata per prendere un po' d'aria quando senti dei lamenti di bambino. Gorath temendo un'imboscata ,prese un pezzo di metallo arrugginito trovato nel il porto , la piccola voce pareva venire da un vicolo vicino. Gorath andò avanti per molti metri sempre sentendo questo suono, che mano a mano che andava avanti si faceva sempre più acuto, girò l'angolo con il braccio pronto a scattare ,per colpire il nemico , ma quello che vide fu tutt'altra cosa . Per terra dentro una cesta c'era un piccino rannicchiato tra le sue copertine. A quella vista Gorath divenne tenero, pensò subito che qualcuno l'avesse perso. Andò fuori dal vicolo guardò da tutte le parti ma non c'era nessuno, quando ritornò dal piccolo, gli passò per la mente l'idea di tenerlo , ma la scartò subito perche non aveva un posto adatto per accudire un bambino e soprattutto lui non era la persona adatta per sostenere i voleri di un ragazzo. Guardò il piccolo ancora una volta, vide che aveva gli occhi di un verde acceso, un verde smeraldo , quegl'occhi chiamavano aiuto e Gorath non poteva stare là fermo a non fare niente, il bambino sarebbe morto di freddo se qualcuno non l'avesse preso, inoltre a Gorath serviva una distrazione durante il lungo percorso che faceva per andare a Noxus e Gorath pensò anche che quando il ragazzo crescerà , gli potrà dare una mano con il trasporto delle merci , cosi sollevò la cesta dolcemente e portandosela in braccio , si avviò verso la sua nave. L'imbarcazione era in legno, aveva un albero maestro con una vela molto ampia per far si che la nave potesse muoversi , c'erano 2 cabine per gli alloggi , ma Gorath usava una cabina per riporvi le merci di valore , perche non voleva che fossero vedute da altri, il resto della merce era sopra il ponte,e la plancia stava di fronte all'alloggio dove viveva Gorath . Nel mare del Guardiano c'era sempre una brezza marina che permetteva a Gorath di solcarlo con facilità, la sua nave era sprovvista di qualunque sistema di propulsione , senza il vento non poteva andare avanti . Arrivato alla nave, ed entrato nel suo alloggio, Gorath poggiò la cesta dove c'era il bambino sopra una sedia, l'ambiente era abbastanza accogliente, il freddo si sentiva ancora ma ci si poteva convivere. Gorath si sedette sul suo letto , e guardò la cesta . Stava cercando di capire se era veramente il caso di crescere un neonato sulla sua nave . Era una sera, dove la luna splendeva  e la marea era calma, il giorno dopo Gorath sarebbe dovuto ripartire per un nuovo viaggio quindi, decise di lasciare il bambino dentro la sua barca temporaneamente e di andare a dormire .Il giorno successivo, Gorath si sveglio presto la mattina , e stava preparando le cose per riprendere il suo tragitto, quando il suono del ragazzo risuono di nuovo nella stanza . Gorath si era praticamente dimenticato del bambino  e quando si girò verso la sedia aveva una faccia stranita, come se non si ricordasse chi fosse quell'individuo , dopo si ricordò della scorsa sera e gli venne un groppo alla gola . Gorath non avrebbe potuto abbandonarlo di nuovo, d'altro canto non sapeva se le provviste sarebbero bastate se avrebbe portato con se il ragazzo. Preso dalla fretta di partire , decise che avrebbe portato il ragazzo con sè. Così Gorath partì per Noxus con il ragazzo. Il viaggio d'andata per Gorath non fu' così male, il bambino non si lamentò molto e Gorath per le poche volte che lo accudiva, lo faceva bene, il cibo non fu' un problema come Gorath pensava perchè il bambino consumava molto poco, dato che era solo un neonato , il resto del tempo Gorath controllava e ricontrollava che ci fossero tutte le marci, faceva una lista dove si appuntava tutto quello che doveva vendere e acquistare a Noxus. Quella sera dopo essere partiti Gorath pensò che doveva dare un nome a questo ragazzo perche quando lo trovò non trovò nessuna targhetta o nessun biglietto con su scritto il nome del bambino. Gorath pensò a lungo e per intere ore e alla fine trovò il nome adatto : Makarov . Quando era dentro la città di Noxus , Gorath non poteva portarsi dietro Makarov, perchè gli sarebbe stato di impiccio e gli avrebbe procurato dei problemi, come il continuo piangere, quindi lo lasciava dentro la nave. Quando tornava , finito gli scambi e con la nuova merce a bordo , poteva stare con il ragazzo. Durante il viaggio di ritorno Gorath, pescava ; era una pratica che gli piaceva molto anche se praticamente non si fa altro che stare fermi e aspettare. Tornati a Bilgewater Gorath , principalmente consegnava la merce acquistata a Noxus ai compratori. Dopo che ebbe preso con sè Makarov , non andò più per locali durante il suo giorno libero, ma qualche bicchierino se lo concedeva qualche volta . Un giorno Gorath pensò di buttare in mare il bambino per quanto chiasso facesse, ma questa idea gli volò subito fuori dalla mente, perchè era semplicemente assurda. Il tempo passava , e più passava, più Makarov cresceva e diventava grande. Ormai riconosceva Gorath come suo unico padre, visto che era stato solo lui a prendersene cura ; e man mano che Makarov diventava grande, Gorath potè scoprire delle qualità del ragazzo. Per esempio un giorno, Gorath stava pescando a prua sopra la sua barca, però nessun pesce stava abboccando ,e quindi Gorath chiamò il ragazzo dicendogli  

    <<  Prova te a prendere qualche pesce, magari avrai più fortuna di me >>

    Makarov , in quel momento stava giocando con un arpione abbastanza grande da potergli tranciare il piede e quando senti Gorath che lo stava chiamando , gli venne in contro camminando, sempre giocando con l'arpione .Gli si avvicinò e disse

    << Stai a vedere papà , adesso ne prendo almeno due >>

    Makarov piegò leggermente le gambe come per abbassarsi prese la mira su un punto del mare dove sembrava che stesso nuotando dei pesci , si assicurò che l'arpione fosse legato con una corda cosi che dopo avrebbe potuto tirarlo su  e con una precisione da aquila e una forza da leone scaglio l'arpione sul mare. Questo trapasso due pesci che erano sulla sua traiettoria , trafiggendoli all'istante . Dopo che tirò su l'arpione Makarov guardò Gorath e disse

    << Ecco , non ci voleva tanto no? >>

    Gorath era rimasto per quel tempo, estasiato da quella precisione e da quella potenza . Anche lui guardò sbalordito Makarov  e disse

    << Hai ragione... >>

    E mentre lo diceva, aveva una faccia meravigliata nei confronti Makarov.
    I giorni passavano e Gorath si affezionò ancor di più a Makarov e questi due vissero dei momenti davvero felici nella loro vita, Makarov era diventato bello robusto, un po' grassotello ma sempre con la mia da falco. Quando divenne grande verso i vent'anni Makarov era come il figlio/aiutante di Gorath , lo aiutava a prendere le merci a fare contratti , e a pescare. Un giorno ,come tanti , Makarov si sveglio dal suo letto, e pensò che doveva intraprendere la sua strada, andare via, fare la sua vita . Questa idea ce l'aveva già da un po' di tempo ma non l'aveva mai detta a Gorath , finche non arrivò quel giorno . Visto che era un viaggio d'andata verso Noxus, Gorath stava controllando e facendo la lista di tutte le merci che c'erano a bordo e che dovevano essere vendute, Makarov sapeva che quando suo papà stava facendo questa cosa nessuno doveva interromperlo o se no si sarebbe infuriato , ma Makarov senza contare di questa cosa si alzo dal letto e andò dentro la seconda cabina dove c'era tutta la merce. Gorath appena senti che la porta si stava aprendo si girò di scatto e chiese con voce al quanto irritata , che cosa ci facessi li. Io risposi

    << Papà devo dirti una cosa, una cosa che riguarda la mia vita >>

    << E che genere di cosa si tratta sentiamo >>

    << Io devo, fare la mia vita, quindi devo intraprendere la mia strada.......voglio andarmene >>

    Quando Makarov disse queste parole a Gorath venne una fitta al cuore, si infuriò subito.

    << COSA!?!?!? E tu pensi che io ti lasci andare via cosi come se niente fosse, chi mi potrà aiutare , sono vecchio non ho più la forza di un tempo. MAGARI GLI SPIRITI DEL MARE!!?!?? Ma non farmi ridere! Tu resterai qui , resterai qui con il tuo vecchio, a lavorare per lui e si chiude qui la questione! >>

    Gorath anche dicendo queste parole sapeva che , prima o poi sarebbe arrivato questo momento , non l'avrebbe voluto ma, alla fine era arrivata l'ora. Makarov ribatte subito

    << Non puoi tenermi sempre dentro questa barca! Io voglio vivere, non voglio stare qui a non fare niente tutto il giorno! >>

    << Invece si che posso. Tu resterai qua per tutta la tua vita!!!!!! >>

    Makarov sarebbe stato per sempre l'aiutante/sguattero di suo papà? Sarebbe stato sempre al suo servizio? No. Makarov voleva scappare, cosi dopo quella discussione accesa, Makarov fece finta di rassegnarsi e andò nell'altra cabina, quando entrò inizio a escogitare il piano per scappare. In quel momento , la barca si stava avvicinando a Noxus era nei pressi del porto ormai, allora Makarov pensò che quando fossero arrivati a Noxus lui si sarebbe comprato l'attrezzatura per poter sopravvivere nei boschi di Noxus, , avrebbe preso con se un po' di cibo per il viaggio e soprattutto avrebbe preso un fucile da cecchino che voleva assolutamente, per avere almeno un'arma da fuoco, e il coltello che era dentro il suo cassetto del comodino. Infine Makarov pensò di dirigersi verso, nord alla ricerca di un nuovo lavoro e di una nuova vita. Arrivati a Noxus, Makarov fece come aveva predetto, chiese al suo babbo un po' di denaro per comprare qualche cosa così, andò in centro città per comprare tutto il necessario per poter andarsene. per prima cosa doveva ripararsi dal freddo quindi comprò una giacca. Dopo non poteva certo andare con le scarpe o con i sandali quindi si comprò degli scarponi , inoltre comprò dei guanti in pelle, non poteva gelarsi le dita, o se nò non avrebbe più potuto sparare con il fucile. Comprato il necessario, Makarov tornò alla barca dove in quel momento c'era Gorath che stava cercando di concludere un affare importate per una statua in argento puro. Gorath lo vide ma non disse nulla perche doveva concludere, alla fine riuscì ad avere la statua al miglior prezzo. Tornato in barca e dopo essere salito nel alloggio apri la porta e vide Makarov che stava riponendo le cose comprate nel suo baule, per far si che nessuno le vedesse. Gorath chiese che cosa stava facendo e il giovane rispose che stava mettendo apposto la sua parte di camera visto che era in disordine. Gorath chiese ancora che cos'era quella giacca e che cos'erano quegli scarponi, e Makarov disse che era per il freddo in barca visto che tra poco sarebbe arrivata la stagione fredda. A Gorath sembravano tutte spiegazioni sensate nulla da ridire , però gli sembrava che qualcosa non andasse. Il giorno ormai stava finendo e Gorath stava controllando che tutto fosse a bordo, intanto Makarov aveva preparato tutto; la giacca era sopra piegata sopra il suo letto pronta per essere usata ,gli scarponi erano sotto il letto, il cibo era dentro uno zaino apposito in cui c'era anche il coltello, mancava solo il fucile. Quel giorno Gorath visto che si ricordò che mancava una cosa importante tra le merci decise di ripartire il giorno dopo e di stare a Noxus per una notte. Era l'occasione perfetta per Makarov per scappare. Dopo che Gorath fu andato a letto, Makarov, dopo qualche ora , andò di soppiatto nella seconda cabina dove c'erano tutte le merci che aveva acquistato Gorath durante il giorno. Messo un po' in disparte e con un po' di polvere c'era un fucile da cecchino di vecchia fattura ma ancora funzionante , Gorath gli disse che il compratore non lo voleva più perche ne aveva trovato uno migliore e quindi se l'è tenuto.  Makarov facendo attenzione a non spostare niente, prese il fucile e se lo legò dietro allo zaino in modo che non cadesse. Cosi con qualche rimpianto,e con qualche rimorso, scese lentamente dalla barca di Gorath e si avvio verso i boschi di Noxus  a nord, Quando Makarov fu arrivato in un punto in cui poteva vedere tutto il porto, riuscì a vedere la barca di suo papà, però c'era qualcuno sulla barca, una persona a prua, Makarov si abbassò per non essere visto ma per poter guardare meglio e riusci a vedere Gorath. Era a prua che stava guardando proprio  nella direzione in cui era andato Makarov , il ragazzo però non riusciva a vedere se stava sorridendo oppure aveva una smorfia in viso, così pensando di essere stato visto si diresse correndo nella foresta inoltrata. Intanto Gorath era sulla barca, nel viso aveva un piccolo sorriso ma anche con una lacrima:

    << Addio Makarov, buona fortuna >>

    E dopo aver detto questo si diresse nel suo alloggio come se non fosse successo niente. Makarov intanto si era avventurato nelle foreste di Noxus, grazie alla sua mira spettacolare riusciva a cacciare quindi a procurarsi cibo oltre a quello che aveva già con se, il freddo non lo sentiva o lo sentiva poco grazie alla attrezzatura comprata, quindi le cose non andavano male, ma Makarov doveva trovarsi un lavoro, per guadagnarsi da vivere,allora per primo lavoro provò il cacciatore, e le prede le vendeva alla persona che l'aveva ingaggiato. Questa pratica a lui piaceva ma non era una cosa che gli metteva emozione; lavorò come cacciatore per 10 anni , e in questi dieci anni la sua mira si affinò moltissimo tanto da fargli prendere prede anche da cinquecento metri ,riuscì a comprare alloggio in una piccola casetta , ad un prezzo a lui possibile, la vita non era male, gli crebbe la barba,come i capelli, ma riusciva a gestirli anche bene anche lui aumentò molto di peso, era grasso , ma aveva un fisico molto robusto, e quindi in un corpo a corpo avrebbe distrutto chiunque. Però lui voleva qualcosa che gli mettesse adrenalina, cacciare gli animali era la sua specialità ma ,capì che non faceva per lui. Cosi avendo voglia di provare qualcosa di nuovo si diresse a Zaun. Il viaggio fu molto faticoso perche Makarov dovette attraversare le montagne dalla punta di ferro ,e durante il tragitto trovò molte difficoltà come orsi, lupi ecc. ma riuscì a superarli con molta destrezza grazie al fucile da cecchino e grazie ai vari coltelli che nel tempo aveva acquistato. Arrivato a Zaun, Makarov conobbe Zai .Zai era un uomo poco conosciuto a Zaun ma era molto potente, riuscì a prendere Makarov sotto la sua ala tramite l'offerta di lavoro che Makarov aveva messo sulla bacheca della città. Zai non amava farsi vedere in pubblico , di solito restava dentro il suo appartamento nella zona periferica della città, vestiva sempre con lo smoking nero con un fiore di loto sul taschino destro, nel suo appartamento aveva due guardie che erano ai suoi piedi come molti altri in città. Zai riuscì a contattare Makarov tramite un suo aiutante che gli disse che doveva andare nella periferia ovest della città, là avrebbe visto cinque uomini ad aspettarlo, e questi l'avrebbero condotto da Zai. Tutto questo avvenne dopo qualche giorno che Makarov entrò in città. Makarov così seguendo le indicazioni fornitegli dal servitore di Zai arrivò alla periferia ovest della città, e vide che c'erano cinque uomini che lo stavano aspettando, lui non sapeva che quegli individui vestiti di camice nero potessero essere le persone che avrebbero dovuto aspettarlo , ma loro sapevano chi era lui. Makarov andò verso di loro e questi gli fecero cenno di seguirlo senza dire una parola, Makarov li segui con un po' di timore. Entrarono tutti e sei dentro l'appartamento di Zai, la stanza era buia con una luce da dietro la poltrona di Zai , probabilmente era la luce del sole, ma Makarov non riusciva a vedere bene visto che la luce era molto forte. Zai fece cenno alle sue guardie di aspettare fuori e loro uscirono, prima di uscire una guardia disse a Makarov che doveva aspettare prima di parlare a Zai, solo se Zai faceva una domanda lui poteva rispondere e soprattutto gli raccomandò di tenere la testa bassa e di non guardarlo mai negli occhi, cosi dopo detto questo, l'uomo usci con gli altri ad aspettare. Nella stanza ora c'erano solo Zai  e Makarov :

    << Perche sei qui >>

    << Sono qui per il posto di lavoro >>

    << E..sai di che lavoro si tratta? >>

    << No, mi è stato detto solo di incontrarti di persona >>

    << Bene, io ti dirò che lavoro è , solo se mi farai un favore va bene? >>

    << Certo >>

    << Dovrai uccidere una persona >>

    << C-c-c-cosa? >>

    << Zitto! >>

    << Dicevo, dovrai uccidere una persona, il macellaio Hurek >>

    << Ma,io non posso farlo ,non solo un assassino , e poi cos'ha fatto di male? >>

    << Dovrai farlo oppure io ti farò uccidere, e non sono affari tuoi! Che insolente! >>

    << Siamo d'accordo? >>

    << Va bene.. >>

    Mentre diceva quelle parole Makarov non credeva a quello che stava dicendo, veramente lui avrebbe ucciso? La tensione nella stanza si poteva palpare Zai aveva nelle mani la sua vita, Makarov non poteva più scappare, perche se lo avrebbe fatto Zai lo avrebbe ucciso. Makarov dopo venne portato fuori dalle guardie di Zai che ne frattempo erano rimaste fuori dalla porta, lo accompagnarono e lo buttarono fuori. Makarov si ritrovò di nuovo in strada, con le idee confuse, non credeva che adesso la sua avventura avrebbe potuto finire per mano di un uomo che lo aveva in pugno. La mente di Makarov era invasa da idee perverse in cui lui strapazzava a morte Zai, ma non avrebbe potuto farlo nella realtà. Camminò poco più in là dove c'era una panchina e si sedette, si mise le mani tra i capelli e lanciò un urlo per scaricare la tensione che si era accumulata quando stava parlando con Zai. Makarov non aveva scampo, con uno sguardo perso guardò in alto. Chiuse gli occhi e pensò che doveva farlo per sopravvivere ,per trovare il lavoro che doveva assolutamente avere, e per non morire. Così non avendo altra scelta si preparò per il colpo. Quel giorno Makarov riuscì a trovare il posto dove alloggiasse Hurek ,  e quella stessa notte Makarov visto che l'alloggio di Hurek si trovava vicino alla costa, rubò una barchetta in legno, molto piccola , e stretta ma, sufficiente per sostenere Makarov e il suo fucile. Cosi, verso notte fonda, si appostò in un punto non visibile ad costa, dietro degli scogli, la distanza era notevole ma, per Makarov, non era un problema. Makarov si mise in ginocchio, caricò il fucile di suo padre, (non avrebbe mai pensato di ammazzare una persona con quel fucile), e prese la mira. In quel momento Makarov era tesissimo , aveva le mani che sudavano, ma per fortuna aveva i guanti, lui stava pensando alle conseguenze che questa azione avrebbe potuto provocare nella sua vita, inoltre aveva altri mille pensieri nella testa, però non poteva stare cosi tutto il tempo stando fermo e non decidersi, così, Makarov fece un respiro profondo, si calmò, si concentrò, nella sua mente ora non c'era altro che l'idea di uccidere il macellaio, Hurek seduto nella sua solita poltrona ,sorseggiava un po' di vino ,era vicino alla finestra. Makarov puntò il mirino sulla sua testa, e , premette il grilletto. Il proiettile con una precisione micidiale, riuscì a centrare la testa di Hurek , quando la centrò il vetro si tinse di sangue come del resto la poltrona. Makarov si sentiva male per l'azione compiuta, ma anche bene perche sapeva di essere salvo. La notte era ancora inoltrata e Makarov remò fino a riva, un chilometro più avanti dalla casa di Hurek e dopo legò la barca ad un palo lasciandola là come se non fosse successo niente e senza lasciare tracce. Makarov dopo andò in un vicolo molto scuro in cui nessuno avrebbe potuto vederlo e iniziò a dormire, con le lacrime in viso. Il giorno dopo a Zaun si diffuse la voce che Hurek era morto, e arrivò anche da Zai, quella mattina Makarov si recò da Zai. Le cinque guardie lo fecero passare e di nuovo si trovava di fonte a Zai. Makarov non riusciva a vederlo bene in faccia ,perche era a testa bassa , però riusciva a vedere un ghigno.

    << Ho fatto quello che hai chiesto >>

    << Si ho sentito, sei stato bravo , beh bene ti richiamerò a prossimo ordine >>

    << Cosa, perche?!? E il lavoro!? Avevi detto un favore! >>

    Zai sentendo questo tono si infurio , ma si trattenne, si alzò e inizio a camminare lentamente per la stanza.

    << Stai attento a quello che dici Makarov , però ammiro questa audacia che hai, questo ardore, questa forza. Il favore? Me l'hai esaudito, si, ma è possibile che te proprio non ci arrivi?! Pensavo fossi più intelligente >>

    << Quindi, io..io sarei il tuo assassino personale? >>

    << Non assassino, sicario se permetti. Ho visto il tuo fucile e non è niente male >>

    Makarov rispose subito dopo Zai , senza pensare.

    << Non posso farlo, non posso, non sarò mai il tuo sicario >>

    << Oh, ma te non lo sarai. Te lo sei già, HAHAHAHHAHA, ricordi il patto? O uccidi o muori HAHAHAHAAHHAHAH >>

    In quel momento Makarov capì, il suo lavoro era quello e anche se non avrebbe voluto, l'avrebbe dovuto fare, per il volere di Zai. Makarov però visto che doveva fare il sicario, voleva una cospicua somma per le persone che uccideva.

    << Ma mi.. >>

    << Zitto!! Sei veramente impertinente! Per i soldi? Dopo li vedrai e ce ne saranno molti >>

    << Ma come farò a vivere? Non ho una casa, niente >>

    Zai , come se stesse trattenendo la rabbia disse.

    << Ho provveduto tutto io, ho comprato una casa per te, e l'ha dentro troverai tutto il necessario per vivere, vestivi, cibo e nuove armi >>

    << E a cosa è servito uccidere Hurek se non mi hai pagato! >>

    << Era solo uno stratagemma per vedere se eri pronto, se volevi davvero questo lavoro, non avevo nulla contro Hurek, era solo per vedere se eri degno di lavorare per me >>

    << Mi hai fatto uccidere un innocente!!! >>

    << Si ma adesso hai un lavoro >>

    << Vero.... >>

    << Detto questo, dopo ti spedirò il nuovo incarico, ora puoi andare >>

    Così Makarov venne congedato, uscì dalla porta e la guardia che lo aveva avvertito il giorno prima ,prima di parlare con Zai gli disse dove fosse l'appartamento. Questo era situato non molto lontano da Zai, circa a pochi isolati dalla periferia della città. Makarov a passo smorto ci andò era ormai mezzogiorno, camminò per poco tempo e dopo grazie agli indizi forniti dalla guardia , riuscì a  riconoscere l'appartamento. Prima la guardia gli aveva anche dato le chiavi della stanza e così Makarov entrò. Dentro la stanza trovò tutto il necessario, cibo, vestiario adatto ad un sicario e nuove armi tra cui , dei pugnali da lancio , una P.E.P.P.E.R , pistola a media distanza, con dodici munizioni caricate, grande come una pistola normale, e un nuovo coltello con il manico e la lama nero opaco, per gli scontri corpo a corpo, e per far si che non fosse visto. Una cintura che possedeva un taschino per la P.E.P.P.E.R e dei foderi per i pugnali, così che questi fossero pronti in qualunque momento, e degli scarponi che gli arrivavano fino a un quarto dello stinco. Dei pantaloni mimetici, dove nella coscia c'era un fodero per il coltello, una maglietta termica nera  infine per completare il tutto, un mantello nero scuro con il cappuccio per confondersi nella notte, dietro il mantello c'era un fodero perfetto per il fucile di precisione. Così con il nuovo armamento Makarov viaggiò per tutta valoran ad ammazzare la gente, per il volere di Zai. Passarono così 14 anni della sua vita, divenne un sicario professionista, attrezzatura ancora più nuova  e funzionale, e sempre più spietato,la sua voce divenne più scura e pesante, prima aveva rimorso per le persone che uccideva, invece adesso, quando sparava in testa alle persone, o le pugnalava, provava una adrenalina che gli permetteva di andare avanti. Un giorno Zai lo convocò, per un'altra missione, però questa era diversa.

    << Eccomi , chi è la vittima scelta >>

    Makarov mentre diceva queste parole , entrò dalla porta e si sedette su una poltrona in un angolo, in modo molto ozioso.

    << Mi fa piacere che adesso te sia così naturale con me . Sai sono passati tanti anni e penso che adesso noi possiamo parlare come amici, detto questo, la vittima è...è uno spirito , un demone che si aggira nelle isole dell'ombra >>

    << E come farò ad ucciderlo? AHHAHAHA con un aspirapolvere? >>

    << Ti forniremo il materiale adatto per la missione, stai attento  >>

    << Cosa vuoi che faccia uno spiritello da strapazzo >>

    Detto questo, Makarov si congedò da solo, usci, e  vide negli occhi delle cinque guardie uno sguardo impaurito, ma non ci fece caso più di tanto, così si diresse verso il tuo appartamento. Dentro come sempre trovò il materiale che gli serviva. Degli occhiali per la visione notturna visto che nelle isole dell'ombra non c'era luce, dei proiettili per il fucile e per la P.E.P.P.E.R , e pugnali, questi però erano diversi. I proiettili avevano un foro nella base, un foro chiuso, Makarov provò ad aprire uno e ci volle un po' per forare il proiettile , da questo usci un gas verde acqua, Makarov si coprì subito la bocca e il naso per non inalare il contenuto, e lo lanciò per terra, da proiettile per terra intanto uscì per un po' di tempo il gas e dopo si fermò. Makarov capì che quei proiettili nel momento in cui avrebbe premuto il grilletto, per lo scoppio, il foro si sarebbe aperto , il proiettile sarebbe partito lasciando una scia, dietro di se che avrebbe attraversato lo spettro e lo avrebbe ferito. I coltelli ,invece di avere la lama avevano una pellicola di vetro  a forma di lama dove dentro c'era lo stesso gas del proiettile, all'interno di essa c'era una piccolissima bomba, sul manico c'era un orologio per fare il conto alla rovescia, finito il tempo, il coltello sarebbe esploso, e il gas avrebbe ferito gravemente lo spettro. Makarov dopo aver visto la nuova attrezzatura, guardò sul letto e vide che c'era un biglietto su cui c'era scritto:

    Non inalare il contenuto dei proiettili o dei coltelli
    o temporaneamente cadrai in uno stato di shock.
    Zai .Buona Fortuna

    Letto il biglietto, Makarov si preparò per partire, mise nei foderi della cintura che ormai stava diventando stretta i coltelli, caricò la P.E.P.P.E.R con le 12 munizioni dei proiettili-fantasma, e fece lo stesso per il fucile di precisione. Si mise il mantello ,prese il coltello , e partì. Stava per diventare sera quando Makarov si avviò verso le isole dell'ombra. Il viaggio fu estenuante, anche per arrivare a Ovest, Makarov dovette superare difficoltà non facili, come le montagne dalla punta di ferro ; il freddo a quell'altitudine si poteva sentire, ti penetrava le ossa, ti congelava le dita come il resto del corpo, ma Makarov grazie al mantello e alla sua massa superò questa difficoltà . Questa volta però il cibo fu una difficoltà perche Makarov nel corso del tempo divenne ingordo, ingordo di morti ,e ingordo di cibo , quindi dovette cacciare molto , e quando non c'era niente da cacciare Makarov non mangiava. Riuscì ad arrivare nelle coste Nord-Ovest di Valoran , con una parte dei soldi che portò via dal suo appartamento, comprò una barchetta,con i remi, e iniziò il lungo viaggio che lo avrebbe portato nelle isole dell'ombra. Ci vollero 3 giorni per arrivare nelle isole, ma alla fine ci arrivò, stanco ma ci arrivò. Legò la barca ad un arbusto che emergeva sopra l'acqua,e scese a terra. Di fronte a se aveva le isole dell'ombra, scure , tenebrose, e buie, anche se il paesaggio era costituito da alberi secchi ,ed erbacce, e forse qualche scheletro, Makarov non aveva paura, non gli faceva effetto tutta quella oscurità. Così ripreso le energie per la remata, si mise gli occhiali notturni, e inizio a camminare dentro quel paesaggio tetro. Il silenzio era agghiacciante , non si sentiva niente, solo Makarov che cercava di fare meno rumore possibile, dopo qualche ora, di camminata, Makarov decise di aspettare che lo spettro venisse da lui e non che lui cercasse lo spettro, così si nascose dietro un albero abbastanza grande, da nasconderlo. Makarov anche se era fermo era con il fucile tra le mani e pronto a sparare. Passarono un po' di ore e dopo come dal nulla, si sentì una voce cantare, una voce soave, sublime. Makarov sentendosi estasiato da questa melodia si , alzò allo scoperto cercando la bellissima donna che stava cantando quella canzone, camminò per pochi passi , e dopo si fermò guardandosi attorno , la voce era sparita. Per qualche secondo Makarov udì un sibilo dietro di se come, se qualcuno stesse arrivando; si girò di scatto e , trovò lo spettro proprio davanti a se, lo spettro, con la leggerezza del vento, e con la velocità di un ghepardo, trapasso Makarov, questo preso alla sprovvista, con gli occhi spalancati e con la bocca che stava cercando di lanciare un urlo, venne trapassato dallo spettro. Subito si inginocchiò come se qualcuno gli avesse tirato un masso sul petto, respirava velocemente, strinse i denti, e si girò, lo spettro era in alto ad una ventina di metri. Makarov pensò che fosse troppo facile, colpirlo ad una distanza simile, quindi con i denti stretti a sopprimere il dolore e con dei rapidissimi movimenti, prese il fucile da dietro il mantello già carico e sparò, il proiettile viaggio velocissimo, ma lo spettro, con l'agilità di un volatile riuscì a schivare il colpo e quindi la scia, fu inutile, e sempre velocissimo trapassò una seconda volta Makarov, che cadde indietro a terra. Lo spettro dopo volò poco distante, dando le spalle a Makarov, che vedendo con la coda dell'occhio che lo spettro era girato, prese la P.E.P.P.E.R con la mano destra e sparò 12 colpi verso lo spettro. Sei colpi andarono a segno e il gas trapassò lo spettro, e altri 6 invece sfiorarono lo spettro ma non ferendolo. Questo preso dalla rabbia, urlo contro Makarov e si lanciò verso di lui, Makarov predicendo l'attacco improvviso e ravvicinato, riuscì a fare una capriola a destra, nel momento in cui stava facendo la capriola, prese i coltelli da lancio, settò il timer a 2 secondi e li lanciò verso lo spettro che aveva fallito l'attacco, questo vedendo i coltelli rise, ma quando questi gli esplosero tutti e tre addosso, si infuriò, si lanciò verso Makarov, con il braccio pronto a scattare per ucciderlo. Makarov stava caricando la P.E.P.P.E.R , quando venne colpito dagli artigli dello spettro, che gli lacerarono la parte destra bassa della faccia. Makarov si ritrovò ancora a terra, con il mantello strappato, la faccia lacerata e con i proiettili a terra, sparsi. Lo spettro era vicino a lui e stava incanalando energia, per l'attacco finale,un'esplosione. Makarov non pensando, e vedendo che lo spettro stava crescendo e si stava illuminando sempre di più , prese un proiettile da terra, prese il coltello, l'unico che gli era rimasto,il proiettile lo ruppe con i denti, cosa che gliene spacco uno, il gas imbrattò il coltello ,e venendo a contatto con il metallo il gas condensò e divenne liquido, Makarov ormai sopraffatto dalla luce, cercò di prendere la mira, e con forza più che con precisione lanciò il coltello. Questo un attimo prima che lo spettro avesse fatto l'esplosione, lo colpì in pieno. Tutta la luce svanì di colpo, lo spettro si trovò un buco sul petto e , lanciando grida di dolore, svanì nel nulla. Makarov era a terra, avendo rotto il proiettile, il gas gli era finito in bocca e quindi dentro i polmoni , così Makarov chiuse gli occhi e svenne. Dopo qualche giorno, Makarov,si svegliò, tossi, e si sedette. In quei giorni visto che Makarov non era tornato da tanto tempo a Zaun, tra la compagnia di Zai si diffuse la voce, che Makarov era morto, così Zai vendette il suo appartamento con tutte le sue cose. Makarov, vide che non c'era più nessuno spettro e iniziò a ridere, una risata di sfogo per aver sconfitto uno spirito. Makarov ,raccolse ciò che era ancora funzionale, quindi prese solo il coltello, la P.E.P.P.E.R ,e qualche proiettile normale, il fucile non lo trovò. Si diresse verso la barca, grazie ad una bussola, che fortunatamente trovò dentro lo zaino, quindi si diresse a Sud-Est. Arrivò alla barca e partì verso Valoran, in quel momento, però sentiva che gli mancava qualcosa, si toccò il petto con la mano destra, dove lo spettro l'aveva colpito due volte e si toccò la guancia destra, che bruciava ancora, dagli artigli dello spettro, il sangue si era coagulato e quindi Makarov non perdeva più sangue, però era malconcio. Makarov nell'isole delle ombre aveva perso la sua anima, che era stata mangiata dallo spettro. Makarov, nei giorni in cui navigò verso Valoran, Makarov, grazie alla P.E.P.P.E.R  e qualche proiettile preso da terra mangiò pesce crudo. Arrivato a Valoran, marciò per molto tempo, mangiando animaletti come scoiattoli oppure uccelli, il coltello gli servì moltissimo, per uccidere animali e tagliare dei rami per accendere il fuoco per cuocerli, finche non arrivò  a Zaun. Era notte, notte fonda, Makarov, si mise in mantello stracciato, per non essere riconosciuto da chiunque potesse essere ancora sveglio a quell'ora, si diresse, da Zai , con il coltello nella mano destra, stretto in una presa micidiale, viaggiò per i vicoli e stradine della città finche non arrivò dove alloggiava Zai. Bussò alla porta, le cinque guardie ,intanto col tempo era diventare dieci, e tutte quante andarono alla porta a vedere chi fosse. Quando aprirono la porta e videro Makarov, non ci stavano credendo. Stavano per prendere le pistole per ammazzarlo, visto che aveva un'arma tra le mani ma lui, con rapidissimi movimenti, li sgozzò tutti con il coltello ,e questi caddero a terra senza poter lanciare un grido di aiuto. Makarov aprì la porta dove stava Zai, il suo capo guardò verso la porta e vide una figura oscura , incapucciata, e con il coltello sporco di sangue. Solo la luce della luna che passava le finestre illuminava di una luce fioca la stanza.

    << Ti credevo morto, sai? >>

    << Invece non è così >>

    << Beh , cos'è tutta questa serietà? ahaha , non hai più l'anima? hahaa >>

    << Per la verità si, e quindi io mi prenderò la tua ora >>

    << Non dire scemenze, io sono ancora il tuo capo!!! Il tuo padrone!!! >>

    << Tu non sarai più il mio padrone da ora in poi!!!!!! >>

    Makarov si avvicinò con passo pesante a Zai , gli prese la camicia e lo scaraventò dietro di se , prese il coltello e glielo lanciò sulla coscia, trafiggendolo, Zai lanciò un urlo di dolore, dalla sua coscia usciva sangue a non finire. Makarov gli diede le spalle

    << Hai visto, che cosa sei diventato? Hai visto che cosa hai fatto alle guardie fuori,senza  neanche pensarci e  le hai ammazzate con rabbia e poi hai fatto lo stesso con me, ahhhhh >>

    << Te sarai la mia ultima vittima e dopo io smetterò con questo lavoro >>

    << Ahhh hahahaahaha, non è vero, te adesso sei un MOSTRO!! Non potrai smettere mai più, la tua sete ti chiamerà sempre ad uccidere, tu sei IL MIO MOSTRO!! AHAHAHAHAHAHAH Tu, tu sei la mia più fantastica creazione, e nessuno potrà mai cambiarti haahha >>

    Makarov sapeva che Zai aveva ragione, ormai lui  era un mostro e avrebbe fatto l'assassino per sempre.

    << Beh, è vero , ucciderò per sempre, e il primo della mia nuova serie sarai te, te che mi hai distrutto la vita, te che mi hai mandato contro colui che mi avrebbe distrutto l'anima, te che adesso morirai >>

    Così Makarov, andò vicino a Zai, che ormai stava morendo dissanguato e lo stava guardando con occhi pietosi, alzò lo scarpone, e gli schiacciò la testa con tutta la forza che aveva in corpo, con tutta la rabbia che aveva accumulato verso di lui, per tutti gli anni che era stato sotto il suo servizio. Dopo di che, rubò tutti gli oggetti di valore, che c'erano nella stanza e che Makarov avrebbe potuto portare via e se ne andò. Tornò nel suo appartamento, era sbarrato da dei pezzi di legno, ma Makarov riuscì lo stesso a sfondare la porta. Dentro non c'era più niente, tutto vuoto, però Makarov aveva un ripostiglio segreto dove teneva tutto quello di valore e di interessante che aveva fatto lungo la sua strage di uccisioni. Si chinò a terra al centro della stanza e ruppe il legno sottostante ,sotto di esso c'erano diverse cose tra cui dell'oro, il vecchio coltello, e dei proiettili, per il suo fucile, che però non aveva più. Si slacciò la cintura, e la pose a terra per vedere anche lì cosa gli fosse rimasto; la P.E.P.P.E.R , un po' sporca, ma funzionante, il coltello ancora un po' imbrattato del liquido contro gli spettri, e basta. Fatto il punto su quello che aveva  e su quello che poteva fare, Makarov, prese tutto quello che c'era sotto la tegola di legno e se ne andò. I suoi vestiti erano ormai, stracciati da buttare via, anche il mantello. Così, visto che quando lavorava con Zai, Makarov si fece dire dove comprare anche del materiale, per lui, allora, Makarov si diresse, dal fornitore di Zai. Rey era il fornitore di armi, vestiario, trappole, di Zai, era praticamente attaccato al suo appartamento per far si che le cose arrivassero in pochi secondi, letteralmente, Rey era un uomo che non aveva da nascondere niente quindi quello che pensava, diceva. Makarov si diresse lì, Rey vide che Makarov stava entrando dalla porta, e disse che era per conto di Zai, e che doveva forgli nuove cose per una missione importante. Rey senza fare domande, e senza dire niente, fece cenno a Makarov di seguirlo. Questi entrarono in una porticina nascosta ed dopo entrarono in un grande magazzino, dentro di esso c'era di tutto, Makarov avrebbe potuto trovare quello che gli sarebbe servito là dentro. Rey, visto che faceva quel lavoro da molto tempo , vide la stazza di Makarov e andò a prendere tutto il necessario, per lui. Scarponi nuovi, nuovi pantaloni neri giusti per lui, nuova cintura, con fodero per pistola e coltelli e anche per proiettili , nuova maglia nera, a maniche lunghe, mantello nero opaco con cappuccio e dietro il porta fucile, nuovi guanti visto che i vecchi erano rovinati, e per il vestiario era apposto. Per le armi, Rey fornì a Makarov, nuovi coltelli da lancio, una nuova P.E.P.P.E.R , con però 14 cariche e il doppio della velocità di fuoco, un coltello anche se Makarov non lo accettò visto che ce ne aveva già uno, ed era il suo preferito. Per il fucile, Makarov disse che, se Rey non gli avesse dato, il migliore che aveva, Zai l'avrebbe fatto uccidere. Così Rey andò a prendere il migliore fucile che aveva. Rey andò a prendere un fucile nero, con il manico in metallo , per far si che non si rompesse, silenziatore alla fine della canna già incorporato,e mirino a infrarossi per vedere di notte, la canna era molto lunga per una maggiore potenza, e precisione, per il resto era un fucile normale e ovviamente gli consegnò due scatole di proiettili per il fucile e per la P.E.P.P.E.R . Rey inoltre consegnò a Makarov uno zaino per tenere magari qualche oggetto e per tenere le scatole dei proiettili, Makarov accennò ad un ringraziamento e se ne andò, già vestito con la roba nuova , con lo zaino, mantello , armi e pieno di sete di vendetta. Makarov da ora in poi , cercherà tutti i seguaci, di Zai all'interno di Valoran e li ucciderà uno per uno, tranne Rey . Così camminando verso la foresta in direzione ignota e sul calare del sole davanti a se , Makarov scomparve dentro la foresta.





    (Non linciatemi per il linguaggio, ho 6 in italiano, spero che la storia vi piaccia, presto farò anche delle immagini riguardanti Makarov. Ho usato i colori per distinguere chi parlasse , il nero è per Makarov, il rosso è per Gorath e il verde è per Zai)

      La data/ora di oggi è Mer Nov 14, 2018 10:41 pm